Insistenza delle USSL in fatto di vaccinazioni, il cittadino risponde!


Buongiorno,

nel ringraziarvi per il vostro invito, rileviamo nello stesso alcune contraddizioni e mancanze, nello specifico:

  1. Quali sono le norme nazionali e regionali che regolano la materia vaccinale pediatrica, e cosa significa quindi essere “inadempienti”,
  2. Quali sono i rischi per la salute del minore verso il quale esercitiamo la potestà genitoriale, connessi alle vaccinazioni indicate nell’invito,
  3. Quali sono le misure di sicurezza messe in atto dall’azienda scrivente atte ad assicurare il minore contro eventuali reazioni avverse al vaccino nel breve, medio e lungo periodo,
  4. Quali sono le normative nazionali e regionali che presiedono alla tutela dei danneggiati da vaccino: vogliamo in sostanza sapere quale sarà l’iter da intraprendere nel malaugurato caso in cui, nonostante tutto, si verifichino delle reazioni avverse al vaccino.

Noi non siamo contrari alle vaccinazioni in sé, ma abbiamo, tuttavia, la responsabilità e l’obbligo morale di non far correre rischi al buio ai nostri figli e pertanto, ai sensi della L.241/1990, chiediamo di conoscere quali siano, nello specifico, le prove ed i test che il vostro Servizio Sanitario intende effettuare onde prevenire i rischi generali e specifici di complicanze e danni permanenti, noti attraverso la ormai copiosissima letteratura scientifica e divulgativa, nonché riportati sui foglietti illustrativi dei vaccini che Voi avete omesso di allegare al vostro invito.

Vi invitiamo pertanto a produrre tutta la documentazione atta a dirimere le questioni summenzionate entro i termini previsti: ricordiamo che i termini della L.241/1990 stabiliscono come la pubblica amministrazione ha il dovere di essere efficiente, imparziale, “trasparente”. Trasparenza vuol dire che il cittadino ha il diritto di conoscere quali sono le procedure attraverso le quali l’amministrazione agisce, quali sono i documenti che essa prende in considerazione, quali sono i tempi in cui i suoi procedimenti devono concludersi, chi ne risponde. Si invita pertanto l’azienda scrivente a rispondere nei termini previsti dalla suddetta normativa (30 gg).

Si ricorda, inoltre, che l’art. 480 del codice penale, punisce il pubblico ufficiale che commetta la falsificazione ideologica in certificati o in autorizzazioni amministrative.

Cordialità…

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