Vaccini: è iniziata la scuola

   

Il clima in questi ultimi giorni di avvio dell’anno scolastico si è fatto ulteriormente pesante: centinaia di famiglie denunciano violazioni, richieste irregolari da parte delle scuole, trasmissione impropria di dati personali, e chiedono a noi di fugare i persistenti dubbi rispetto all’applicazione di una Legge, che gode di interpretazioni personali e spesso arbitrarie, che variano addirittura da un Comune all’altro della stessa Provincia e perfino da scuola a scuola.

 

Genitori che hanno presentato ai dirigenti scolastici documentazione perfettamente idonea all’accesso a scuola sulla base della Legge 119/2017 (lettera raccomandata A/R o pec con richiesta appuntamenti e/o prenotazione CUP), si sono visti imporre un modulo di dichiarazione sostitutiva da firmare, dietro il ricatto di non far entrare a scuola i bambini. Il modulo “proposto” contiene una liberatoria al trattamento dei dati personali, con la quale ASL e scuole stanno cercando di bypassare il parere negativo espresso dal Garante della Privacy in ordine alla trasmissione dei dati sensibili tra pubbliche amministrazioni. Questo dopo che le ASL hanno già trasmesso illecitamente alle scuole gli elenchi dei bambini “non conformi”, nonostante il Garante non abbia mai autorizzato questo passaggio.

La situazione vaccinale di ogni bambino sta passando per le mani di dirigenti scolastici, personale di segreteria, insegnanti, personale ATA, la sfera personale della categoria più indifesa è gestita con una pericolosa leggerezza. Il clima generale di illegalità e incuria sta di fatto incoraggiando comportamenti vessatori e discriminatori nei singoli, che si ritengono autorizzati e non si fanno scrupolo a prendere iniziative personali illegittime e gravemente lesive dei diritti delle famiglie e della serenità dei bambini: elenchi di bambini “non conformi” affissi in bacheca o letti pubblicamente, email contenenti dati sensibili dei minori inviati a gruppi di destinatari “in chiaro”, l’espressione assolutamente inaudita, inopportuna e spesso aggressiva di giudizi in merito alle scelte vaccinali dei genitori, pubblici commenti sulla situazione vaccinale del minore.

Nonostante la legge conceda un intero anno di tempo, alcuni dirigenti scolastici “sceriffi” non hanno perso tempo: nei Comuni di Gavorrano, Scarlino, Empoli, Portoferraio, Venturina, Santa Maria a Monte e altri ancora, i bambini sono stati rimandati a casa con i genitori, altri fatti risalire sul pulmino, in decine di istituti i genitori sono stati richiamati dopo che la scuola aveva addirittura fatto protocollare la documentazione regolarmente presentata, salvo poi contattare telefonicamente intimando di tenere i bambini a casa il giorno successivo se non avessero portato firmato il modulo di autocertificazione imposto. Questa calorosa accoglienza proprio il primo giorno della tanto proclamata “Buona Scuola”!

Tutti questi genitori stanno rispettando la legge: il problema è che le istituzioni non stanno facendo altrettanto, costringendoli, per veder riconosciuti i propri diritti, a rivolgersi ad un avvocato o alle forze dell’ordine. Questo è gravissimo ed abnorme. Ci pare semplicemente inammissibile il comportamento attuale di dirigenti ed insegnanti, che hanno scelto di dedicarsi alla crescita e all’educazione dei bambini nel rispetto dei diritti, e che per contro oggi si fanno paladini di improprie esclusioni e discriminazioni, nel nome di una legge che abbiamo l’impressione non abbiano neanche letto.

Vogliamo ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, che motivo di esclusione non è il non essere vaccinati secondo i nuovi obblighi introdotti dalla normativa (che prevede un congruo tempo per l’adeguamento), bensì la mancata presentazione di idonea documentazione, la quale è chiaramente esplicata nel testo di legge. Segnaliamo inoltre che la stessa legge prevede la mera trasmissione della suddetta documentazione da parte della scuola alla ASL, senza alcuna valutazione di merito da parte degli istituti.

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