Manuale di Pronto Soccorso

Premessa : questa guida è stata scritta pensando ai bambini, ma le indicazioni fornite sono valide anche per gli adulti.

Una dedica speciale a SONIA, che ci ha lasciato la sera di sabato 21 Febbraio 2009 dopo aver assistito ad una sfilata di carnevale. Ciao SONIA.

 

INDICE DELLE EMERGENZE:

 


ANNEGAMENTO

annegamento

E’ l’ostruzione delle vie aeree da parte di un liquido. Dapprima si verifica la chiusura della laringe con conseguente asfissia. Successivamente la vittima, divenuta incosciente, perde tutti i riflessi quindi il liquido invade trachea, bronchi e alveoli a causa dell’apertura della glottide.

Cosa fare:

  • Estrarre l’annegato dall’acqua
  • Ruotare l’annegato sul fianco e imprimere alcuni colpi tra le scapole, in modo da far uscire, se possibile, parte dell’acqua eventualmente penetrata nei polmoni.

Se la persona è incosciente o non respira:

  • Praticare subito la respirazione artificiale, soffiando l’aria espirata nel naso (respirazione bocca-naso), 2 insufflazioni, 30 pressioni con le mani appoggiate all’altezza dei capezzoli, all’incirca 2 dita al di sopra del plesso. Premere con le braccia dritte e con sufficiente forza.
  • Continuare tale pratica fino all’arrivo dell’ambulanza.

Cosa non fare:

  • Se l’acqua è poco profonda considerare la possibilità di un trauma del collo o della schiena, pertanto non piegare troppo il capo all’indietro durante la respirazione artificiale.

 


AVVELENAMENTO

avvelenamento

L’avvelenamento consiste nell’ingestione da parte del bambino di sostanze non adibite ad uso alimentare. Sia che le istruzioni o indicazioni contengano o meno la dicitura ‘non ingerire’, è sempre bene attivarsi e sincerarsi della gravità dell’ingestione. I livelli di avvelenamento sono meno o più gravi a seconda della tipologia della sostanza ingerita e della quantità.

Cosa fare:

  • Chiamare immediatamente il Centro Antiveleni. I numeri e gli indirizzi si possono trovare anche a questo link: http://www.centroantiveleni.it. Sarebbe bene segnarsi in rubrica il numero di telefono del centro più vicino prima del verificarsi dell’incidente.
  • Se non si riesce a consultare nessun professionista è bene recarsi immediatamente al pronto soccorso. In ogni caso la celerità dell’intervento è fondamentale.
  • Esistono sostanze che possono in specifici casi essere utili per assorbire il veleno o evitare pericolose trasformazioni delle sostanze tossiche nello stomaco, per informarsi su quali di queste sostanze si possano tenere in casa è bene rivolgersi sempre al Centro antiveleni. In nessun caso comunque andranno somministrate al bambino senza prima aver chiesto il parere al centro antiveleni o al medico.

Cosa non fare:

  • Non prendere iniziative né somministrare sostanze di nessun genere senza aver prima consultato un esperto.
  • Non provocare il vomito.
  • Non somministrare latte come consiglia la leggenda popolare.

 


COLPO DI CALORE

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L’esposizione ad alte temperature, soprattutto durante un’intensa attività fisica e in condizioni di umidità particolarmente elevata, può provocare il Colpo di calore o di sole: viene impedita la dispersione del calore attraverso la sudorazione, per cui la temperatura corporea diventa altissima, con rischio di gravi danni al sistema nervoso

Come si manifesta:I sintomi compaiono improvvisamente.

  • Pelle è calda e arrossata, secca (senza sudorazione)
  • Febbre alta, almeno 40°
  • Confusione o perdita di coscienza e possibile presenza di convulsioni e stato di shock

Cosa fare:

  • Chiamate immediatamente soccorso
  • Raffreddate il bambino il più rapidamente possibile
  • Portatelo in un luogo fresco e spogliatelo
  • Fategli aria
  • Applicate impacchi ghiacciati su inguine e ascelle
  • Fate spugnature di acqua più fredda possibile su tutto il corpo
  • Se il bambino è svenuto, immergetelo in acqua fredda
  • Dategli da bere acqua molto fredda
  • Ricordate che i farmaci antifebbrili in questo caso non servono a nulla

 


CONGELAMENTO

congelamento

In genere le parti colpite sono circoscritte. Le più colpite, in quanto più esposte, sono dita delle mani e dei piedi, orecchie, punta del naso. La zona interessata diviene inizialmente pallida e fredda, poi subentrano formicolio e dolore finché la pelle diventa insensibile.

Cosa fare:

  • Scaldare la parte colpita mettendola a bagno in acqua calda o coprendola con pezze bagnate di acqua calda finché la pelle torna al suo colore naturale. L’immersione potrebbe causare dolore.
  • Somministrare bevande calde
  • Coprire il bambino per creare calore

Cosa non fare:

  • Non massaggiare la parte congelata

 


CONVULSIONI FEBBRILI

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Le convulsioni febbrili sono una particolare reazione del sistema nervoso, in genere in bambini tra i sei mesi ed i 5 anni, al rapido innalzarsi della temperatura. La durata è di pochi minuti e i sintomi sono: febbre molto alta (40°), perdita di coscienza e scosse degli arti. Tra le malattie che possono scatenare crisi convulsive ci sono infezioni catarrali delle alte vie respiratorie, morbillo, malattie intestinali e otiti.

Cosa fare

  • Sdraiare il bambino su un fianco per evitare che si blocchino le vie respiratorie con la saliva
  • Liberare il corpo da eccessivi indumenti
  • Evitare che il bimbo possa farsi male durante i movimenti incontrollati, ma senza contenerlo di forza.

Cosa non fare

  • Non scuotere il bambino, non schiaffeggiarlo, non cercare di bloccarlo con forza (sono manovre inutili)

 


CORPI ESTRANEI NEL NASO

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Gli oggetti che più comunemente vengono introdotti nel naso sono perline, legumi, palline, caramelle, piccole parti di giochi. Questi oggetti molto spesso restano nel naso e ci si accorge di essi solo quando il bambino mostra scolo di muco dal naso. Il muco,dapprima liquido, tende con il tempo a diventare denso, giallo e maleodorante

Cosa fare

  • Soffiare il naso più volte tappando la narice libera
  • Contattare subito il medico

Cosa non fare

  • Non tentare di estrarre l’oggetto con le dita o con le pinzette,perchè si corre il rischio di spingerlo ancora più in alto.

 


CORPI ESTRANEI NELLE ORECCHIE

corpo estraneo orecchio

I bambini introducono spesso e senza difficoltà piccoli oggetti all’interno dell’orecchio, come perle, sassolini, palline di carta, chicchi di grano, ecc.; non di rado entrano accidentalmente nel condotto uditivo piccoli insetti.I sintomi più comuni sono forte dolore,ronzii fastidiosi,secrezioni.

Cosa fare

  • Far sdraiare il bambino e tenergli alta la testa con dei cuscini
  • In caso di insetti ancora vivi, si consiglia l’uso, nel condotto uditivo, di gocce di olio minerale (es. olio di vaselina) che uccide l’insetto e ne favorisce la rimozione
  • Contattare subito il medico

Cosa non fare

  • Non provare a rimuovere in nessun modo l’oggetto dall’orecchio.Una manovra errata potrebbe spingerlo in profondità e causare seri danni.
  • Non usare pinze o altri strumenti appuntiti.

 


CORPI ESTRANEI NELL’OCCHIO

occhio

La penetrazione di un corpo estraneo nell’occhio è molto frequente. Può trattarsi di un banale granello di sabbia o di polvere, di un piccolo insetto; nei casi più gravi,anche se molto rari,può entrare nell’occhio, in seguito ad incidente, una scheggia di vetro, legno o metallo.

In quest’ultimo caso l’unica cosa da fare è recarsi al più vicino pronto soccorso tempestivamente.

Negli altri casi si può intervenire con calma in casa.

Cosa fare

  • Lavare l’occhio con acqua tiepida o soluzione fisiologica
  • Provare ad estrarre il corpo estraneo con una piccola garza o con l’angolo di un fazzoletto
  • Se il corpo è sotto la palpebra inferiore,tirare verso il basso e verso l’esterno la palpebra e provare a rimuovere il corpo con un bastoncino di cotone e lavare la parte con acqua
  • Se,nonostante tutte le manovre,il bambino continua a lacrimare,ha l’occhio arrossato e si lamenta,contattare un medico

Cosa non fare

  • Strofinare l’occhio
  • Provare ad estrarre il corpo estraneo con pinzette

 


DIFFICOLTÀ RESPIRATORIA IMPORTANTE (DISPNEA)

dispnea

I bambini possono essere colpiti da una leggera difficoltà respiratoria anche quando hanno un semplice raffreddore, in questi casi non c’è ovviamente da preoccuparsi. Diversa è la situazione in caso di difficoltà respiratoria importante (dispnea).

In arresto del respiro, cessano il sollevamento e l’abbassamento del torace, il viso diventa cianotico (bluastro).

Cosa fare

  • In caso di respiro molto lento chiamate immediatamente il 118, nell’attesa praticate la respirazione artificiale finchè il bambino non abbia ripreso a respirare con un ritmo normale e naturale. Brevi respiri affannosi non bastano.
  • Respirazione artificiale: senza piegargli troppo la testa all’indietro (il collo di un bambino è molto fragile), insufflategli con delicatezza aria nei polmoni, a intervalli di 1 insufflazione ogni 2 secondi.
  • In caso di respiro molto veloce, o se il bambino fa fatica a respirare, o se emette fischi quando respira, o se c’è febbre, o se il respiro è rumoroso e non migliora dopo aver pulito il naso, per qualsiasi dubbio, chiamate subito il pediatra.

Impariamo a valutare la frequenza respiratoria:

  • oltre 60 respiri al minuto è un respiro troppo veloce nei bambini sotto i 2 mesi;
  • oltre 50 respiri al minuto è un respiro troppo veloce nei bambini dai 2 ai 12 mesi;
  • oltre 40 respiri al minuto è un respiro troppo veloce nei bambini da 1 a 5 anni;
  • oltre 30 respiri al minuto è un respiro troppo veloce nei bambini da 6 a 12 anni;
  • oltre 20 respiri al minuto è un respiro troppo veloce nei bambini oltre 12 anni.
  • quando il bambino è agitato o piange questi valori vanno maggiorati di circa 10 respiri al minuto.
  • quando un bambino ha la febbre la frequenza respiratoria aumenta in media di sei respiri al minuto. Sarebbe bene imparare a fare la respirazione bocca a bocca da utilizzare in attesa dell’ambulanza in caso di arresto respiratorio.

Cosa non fare:

  • Non perdete tempo ad allentare il collo della camicia, etc.

 


EMORRAGIA GRAVE

E’  la fuoriuscita di sangue da vene o arterie. L’emorragia venosa si riconosce perché il sangue esce in modo costante ed è più scuro; in quella arteriosa il sangue esce a fiotti intermittenti, seguendo il battito cardiaco, ed è rosso vivo

Cosa fare

  • Mettere il bimbo in posizione sdraiata e mantenerlo calmo il più possibile, porre un tampone sulla ferita (un rotolo di garza, ma anche un fazzoletto arrotolato su se stesso o un pacchetto di fazzolettini di carta)
  • Fasciare la ferita con una benda lunga o strisce larghe di stoffa in modo che il tampone prema sulla ferita e impedisca una copiosa fuoriuscita di sangue

Cosa non fare:

  • Non togliere il tampone intriso di sangue ma aggiungerne altri con fasciatura stretta
  • Non usare il laccio emostatico (o spago o strisce troppo sottili di stoffa) per non compromettere l’ossigenazione dei tessuti a valle della ferita.

 


EPISTASSI

sangue-dal-naso

L’improvviso sanguinamento dal naso può avere varie cause. Nella maggior parte dei casi è riconducibile alla fragilità dei capillari.

Cosa fare

  • Stringere le narici con le dita
  • Tenere la testa leggermente reclinata in avanti affinché il bimbo non deglutisca il sangue (potrebbe provocare vomito)
  • Applicare acqua fredda o ghiaccio sulla fronte (per provocare la vasocostrizione)
  • Una volta cessata l’emorragia, evitare di soffiare o toccare il naso per qualche ora

Cosa non fare

  • Reclinare la testa indietro (il sangue andrebbe in gola)
  • Usare cotone emostatico poiché si attacca alle mucose e togliendolo si potrebbe dare il via di nuovo al sanguinamento

 


INGESTIONE DI CORPO ESTRANEO

I piccoli oggetti,ingeriti dal bambino,di solito nel giro di 48 ore attraversano le vie gastroenteriche e vengono espulsi con le feci.
Sono pericolosi però gli oggetti appuntiti (aghi,stuzzicadenti,pezzi metallici,ecc), oggetti con almeno 2/3 cm di diametro (monetine,bottoni,ecc..), le micropile di orologi e calcolatrici.
Se il corpo estraneo ha dimensioni tali impedire di respirare, di parlare e di tossire, si hanno solo pochi minuti per prestare soccorso prima che la mancanza di ossigeno provochi danni irreversibili.
In caso di oggetti pericolosi:

Cosa fare

  • Recarsi al più vicino pronto soccorso per una radiografia

Cosa non fare

  • Indurre il vomito
  • Far ingerire del cibo o dell’acqua per far scendere l’oggetto
  • Somministrare purganti

In caso di blocco della respirazione
Vedi:SOFFOCAMENTO

 


LESIONI DA CONTATTO DA MEDUSA

lesioni_medusa

MEDUSA – di varie forme è dimensioni con tentacoli urticanti è molto diffusa nei nostri mari.
IL CONTATTO CON LA MEDUSA determina chiazze rosacee a volte anche molto pruriginose e dolorose. In casi rari si possono verificare difficoltà respiratorie crampi, fino ad arrivare allo shock.
PESCE RAGNO – vedi trattamento per lesioni da contatto con medusa

Cosa fare:

  • Rimuovere eventuali tentacoli con un panno piuttosto ruvido, sabbia o borotalco
  • Fare impacchi con acqua di mare il più calda possibile ed eventualmente con alcool ed aceto

Cosa non fare:

  • Non bisogna applicare acqua dolce sulle lesioni eventualmente provocate dal contatto con la medusa in quanto si potrebbe provocare una rottura delle vescicole favorendo il contatto con il veleno

 


PARA FIMOSI

fimosi

Si può verificare quando il prepuzio (la pelle che ricopre il glande, cioè l’estremità del pene) stretto e poco elastico viene forzato all’indietro in modo da non riuscire a riportarlo nella posizione originaria. E’ una situazione che deve risolversi con calma ma rapidamente sia perché il glande, gonfiandosi, peggiora la situazione sia perché provoca dolore e, alla lunga, danni anche piuttosto seri.

Come si manifesta:
Il prepuzio è completamente retratto dietro il glande, che appare gonfio e molto arrossato. Il bambino lamenta forte dolore.

Cosa fare:

  • Applicate impacchi freddi
  • Cercate, con le mani, di riportare il prepuzio a ricoprire il glande, applicando sullo stesso una crema oleosa e dell’olio;
  • Comprimendo il glande con il pollice, afferrare i bordi del prepuzio retratto con indici e medi delle mani e cercate di tirarlo in avanti fino a ricoprire il glande.
  • Se l’operazione non riesce, portate il bambino al pronto soccorso.

 


PUNTURE DI INSETTI

insetti

Le punture di cimici, zanzare (in Italia), tafani e moscerini non sono mai pericolose per la vita del bambino. Possono provocare prurito, rossore, gonfiore, nel caso del tafano anche un po’ di dolore: si può applicare del ghiaccio. Solo nel caso in cui la ferita si infetti sarà bene chiamare il medico.
Le punture di api, calabroni e vespe sono pericolose perché in soggetti allergici possono provocare shock anafilattico. I sintomi principali sono: difficoltà respiratorie, aumento della sudorazione, labbra che si ingrossano, pruriti del cavo orale, vomito e diarrea, alterazioni del battito cardiaco.

Cosa fare

  • Se i genitori conoscono il problema di allergia del figlio potranno tenere con sé le fiale di adrenalina, su esclusiva ricetta del medico, e comportarsi come il dottore ha loro indicato, dopo averli istruiti adeguatamente.
  • In caso contrario è necessario raggiungere immediatamente il pronto soccorso più vicino.
  • Nel frattempo tenere il bambino al caldo e nella posizione a lui più confacente, ossia dove respira meglio (semiseduto o supino), anche se incosciente.

Cosa non fare

  • Non somministrare ammoniaca come vuole la credenza popolare.

 


SCOSSA ELETTRICA/ FOLGORAZIONE

folgorazione

Causata dal contatto diretto o tramite oggetti metallici con fili scoperti o prese elettriche; oppure dalla caduta di elettrodomestici nella vasca o nella doccia
Scossa semplice: il bambino tocca fili scoperti/prese di corrente, è vigile, riesce a staccarsi da solo e la parte di contatto è arrossata o presenta una lieve ustione.
Scossa grave o folgorazione: il bambino può perdere i sensi e la zona di contatto risulta gravemente ustionata.

Cosa fare

  • Staccare la corrente
  • Scossa elettrica tranquillizzare il bambino, porre la parte arrossata o lievemente ustionata sotto l’acqua fredda (vedi ustioni)
  • Folgorazione controllare il battito e il respiro e chiamare immediatamente il 118

Cosa non fare

  • Non toccare il bambino per staccarlo dal contatto ma utilizzare un oggetto di legno o una sedia
  • Se un elettrodomestico è caduto in acqua staccare prima la spina e poi intervenire

 


SCOTTATURE E USTIONI LEGGERE

ustioni

Si parla di scottature o ustioni leggere quando la superficie interessata non ha la superficie più ampia del palmo di una mano e non riguardi bocca, occhi e orecchie.

Cosa fare

  • Fate scorrere acqua fresca sulla zona colpita per attenuare il dolore (o applicare ghiaccio ma non direttamente a contatto con la pelle)
  • In caso di vesciche o piccole lesioni coprire con garza sterile

Cosa non fare

  • Usare disinfettanti energici come alcol o tintura di iodio (aumentano soltanto il dolore)
  • Forare le vesciche che si fossero formate (anche in questo caso, il bruciore aumenterebbe)
  • Coprire con cerotti o medicazioni strette, che non lasciano respirare la zona ustionata

 


SOFFOCAMENTO

soffocamento

Il soffocamento si presenta quando cibo, bevande o corpi estranei entrano nel canale che porta ai polmoni invece che in quello che porta allo stomaco.
Bisogna sospettare l’introduzione di un corpo estraneo se il bambino improvvisamente comincia a tossire in modo stizzoso, ha conati di vomito, ha respiro rumoroso, fa fatica a respirare, diventa cianotico (assume un colorito bluastro).

Cosa fare

  • Se il bambino può respirare, tossire, parlare significa che le vie respiratorie sono ostruite solo parzialmente. Cercate di rassicurarlo, ditegli di continuare a tossire per eliminare l’oggetto.
  • Se invece la situazione è più grave si passa alle seguenti manovre:
  • Il bambino va tenuto con la testa in giù o reclinata sopra un braccio (se è molto piccolo può essere afferrato per i piedi e tenuto a testa in giù).
  • Colpire il bambino con il palmo della mano tra le scapole per facilitare la fuoriuscita del corpo estraneo.
  • In caso di insuccesso, praticare immediatamente la respirazione bocca a bocca.
  • Vedi Disostruzione delle vie aeree

Cosa non fare

  • Se il bambino riesce a respirare a tossire o a parlare in modo normale, non fate nulla perché correte il rischio di spostare l’oggetto e ostruire completamente le vie respiratorie.
  • Non date da bere al bambino perché i liquidi potrebbero entrare nelle vie respiratorie peggiorando la situazione.
  • Non mettete a caso le mani in bocca al bambino. Assicuratevi prima che non ci siano in bocca corpi estranei che potreste spingere più in basso.

 


SINTOMI GENERICI DI EMERGENZA PEDIATRICA

borse-mediche

Torpore: se il bambino è malato è normale che sia stanco; ma se mantiene lo sguardo nel vuoto, se non sorride, non ha voglia di giocare, se piange debolmente e si “lascia andare” o viene svegliato con molta difficoltà, il bambino può anche avere qualcosa di più serio.

Pianto continuo e inconsolabile: se il bambino piange quando lo toccate o lo spostate, se non vuole essere preso in braccio, se piange continuamente e inconsolabilmente per lungo tempo, al punto da non riuscire a dormire, può essere che abbia un forte mal di testa

Difficoltà a camminare: se il bambino improvvisamente non riesce più a camminare o a stare in piedi, le cause più probabili sono un problema serio alle gambe o all’equilibrio. Un disturbo serio all’addome (per esempio appendicite), può far si che il bambino, oltre ad accusare un forte mal di pancia, cammini chinato in avanti tenendosi la pancia.

Forte mal di pancia: per essere allarmante il mal di pancia deve essere forte al punto che il bambino interrompe il gioco o ciò che sta facendo e durare a lungo. Se premete sull’addome all’altezza dell’ombelico e il bambino piange e allontana la vostra mano e se la pancia vi sembra dura e gonfia, chiamate il medico.

Dolore allo scroto: il principale pericolo è la torsione del testicolo, che richiede un intervento chirurgico urgente. Tenetelo presente ogni volta che il bambino presenta dolore, gonfiore o arrossamento allo scroto o all’inguine.

Respiro difficoltoso: il respiro deve essere analizzato dopo aver pulito il naso e non durante attacchi di tosse. Se in queste condizioni il bambino presenta difficoltà a respirare, se presenta i sintomi del laringospasmo o di un forte attacco d’asma, deve essere subito visitato.

Labbra blu: è il sintomo della cianosi, cioè scarsa quantità di ossigeno nel sangue.

Sbavamento: se il bambino sbava improvvisamente o sputa muco (ma non durante attacchi di tosse), soprattutto se fa fatica a deglutire, può avere una forte infezione alla gola, all’epiglottide, oppure può aver ingerito un corpo estraneo.

Disidratazione: i liquidi corporei del bambino sono molto scarsi. Ricordatelo se, soprattutto in presenza di vomito e diarrea, il bambino non fa pipì per più di 8 ore, se piange senza lacrime, se ha la bocca secca e la fontanella molto scavata (depressa).

Rigidità al collo: ovviamente non si parla del semplice torcicollo. Se però, durante un episodio febbrile, il bambino accusa rigidità dietro al collo, contattate subito il medico. Per verificarla mettete il bambino disteso e provate a piegargli la testa in avanti finché il mento non tocca il petto (potete aiutarvi con un giocattolo appoggiato sull’ombelico del bambino per invogliarlo a piegare la testa).

Febbre superiore a 40°: se la temperatura ascellare supera i 40° è bene consultare un medico.

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