Marzabotto, una strage di donne e bambini

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Nel settembre del 1944 le forze alleate riescono a sfondare la linea Gotica, la linea difensiva organizzata dai tedeschi che tagliava in due l’ Italia da Massa-Carrara a Pesaro e arrivano nei pressi delle colline di Monte Sole sulla media collina a sud di Bologna. In contemporanea in quella zona opera la Brigata Partigiana denominata Stella Rossa composta da circa 800 uomini, che sta dando molti fastidi ai nazisti e questi decidono di annientarla sia per gli attentati che ha fatto sia per impedire a quei partigiani di ricongiungersi con gli alleati.

L’ufficiale delle SS Walter Reder già autore dell’eccidio di Sant’ Anna viene incaricato di condurre l’operazione.

La mattina del 29 settembre del 1944, quattro reparti delle truppe naziste, comprendenti sia SS che soldati della Wermacht, accerchiano e rastrellano il territorio tra le valli del Setta e del Reno, utilizzano anche armamenti pesanti.

Quindi nelle frazioni di Panico, di Vado, di Quercia, di Grizzana, di Pioppe e dalla periferia di Marzabotto iniziano a uccidere e bruciare tutto quello che si trova sul loro cammino, questa manovra viene invano contrastata dai partigiani che perdono subito il loro capo Mario Musolesi e non dispongono ne di armi ne uomini sufficienti per reggere il confronto, porta al massacro di 770 persone di cui la maggioranza sono donne e bambini.

Le operazioni dei nazisti continuano per sei giorni e viene colpita la frazione di Casaglia di Monte Sole dove tutte le persone vengono condotte al cimitero locale li fanno appoggiare a una Cappella e iniziano a sparare molto basso con le mitragliatrici per essere sicuri di colpire anche i bambini e gettano contro gli ostaggi anche delle bombe a mano, poi tocca agli abitanti di Caprara di Marzabotto che vengono legati a gruppi man mano che vengono trovati e quando il gruppo è composto da un discreto numero di persone viene mitragliato e colpito con le bombe a mano, e continuano in tutte le località della zona.

La strage di Monte Sole più comunemente ricordata come la strage di Marzabotto, dal nome del comune più grande oggetto della rappresaglia è stata la più feroce della storia criminale compiuta dai Nazisti in Italia è difficile sapere il numero esatto delle vittime, ma sembra che al termine delle operazioni in tutte le località i morti siano stati più di 1800, con un numero altissimo di ragazzi e bambini sotto i 16 anni circa 230.

 

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