Festeggiare l’Unità d’Italia ripartendo dalla Costituzione

   

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Quante innumerevoli volte si sente parlare di Costituzione? E quanto è sentita la Costituzione Italiana nel quotidiano?

Sembra, a volte, che sia così lontana dalle nostre semplici realtà, dai microcosmi dei comuni cittadini.

Eppure la Costituzione non è solo qualcosa di cui parlare in ambito universitario o politico, è molto di più.

I principi che essa sancisce e che restano lì, fermi, immobili in tutta la loro immediata portata sociale ed umana sono di fondamentale importanza per quello che è il nostro vivere cittadino in un Paese indipendente, civile e democratico.

Ogni tanto, tra un social network e qualche sito internet, tra un pò di zapping in tv e qualche notizia alla radio, qualche politico o qualche intrattenitore ci ricordano che abbiamo anche noi una Costituzione e che questa è fra le più belle che esistano. Questo è molto giusto.

Ma perchè non ricordarsi del dettato costituzionale anche al di fuori di specifiche occasioni?

Perchè non elogiare la fonte primaria della legge italiana onorando i suoi principi con senso dello Stato, giustizia e lealtà?

La Costituzione Italiana contiene tutta una serie di elementi da cui oggi risulta difficile separarsi.

In primis, all’art.1,

la delineazione dell’Italia come una Repubblica Democratica fondata sul lavoro: dare valore costituzionale all’attività umana non è cosa da poco! Come prescindere invece, quando si parla di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo, dalla clausola fondamentale (non a caso letta in più casi in combinato disposto con altri articoli)rappresentata dall’art.2 ?

Non esiste mezzo migliore per sentirsi più tutelati dalla nostra Repubblica se non vedendosi riconosciuti e garantiti i suddetti diritti. Ma questo è solo il punto di partenza quando si parla di difesa del singolo individuo e della sua vita.

La “preveggenza” che ebbero i Padri Costituenti all’indomani della seconda guerra mondiale causa meraviglia ed ammirazione e sarebbe impossibile da riprodurre attualmente.

Eppure all’interno dell’Assemblea Costituente  già si parlava di possibilità di dare spazio alle minoranze di ogni sorta che inevitabilmente avrebbero avanzato le loro istanze all’interno di una democrazia; come già si parlava di apertura al processo di internazionalizzazione dello Stato e si parlava di libertà democratiche oggi a noi tanto a cuore.

Oltre ad una maestria di linguaggio e ad una delicatezza nell’affrontare temi che successivamente si sarebbero rivelati scottanti, vi era quel barlume di speranza tipico di chi usciva stremato dalla guerra, quella volontà di ricominciare di un Paese distrutto e provato dalla forza degli eventi; vi era il desiderio di consegnare qualcosa di importante e necessario al popolo italiano.

Nella Costituzione si riversa l’abilità di grandissimi uomini che si apprestarono a lavorare per l’Italia, scesero a patti, ragionarono con oculatezza sulla scelta della locuzione più adatta da utilizzare nella stesura dei 139 articoli: l’inizio del progetto di unitarietà e di ricostruzione del Paese.

E’ solenne, all’art.3,

la proclamazione del principio di eguaglianza di tutti i cittadini senza alcuna distinzione. Ancora, viene dato valore alla famiglia, cellula primordiale della società, la prima delle formazioni sociali in cui avviene lo sviluppo della persona umana. Si garantisce la tutela del minore, del lavoratore; viene altresì riconosciuta la libertà di iniziativa economica privata e il diritto alla proprietà privata, elementi essenziali per esplicare in senso materiale la libertà e l’eguaglianza. Si evidenzia, alla luce delle mutate esigenze sociali, la necessità di garantire il corretto sviluppo del singolo sia in quanto tale sia nelle formazioni sociali riconoscendo il fenomeno dell’associazionismo e disparate forme di libertà personale, religiosa e di coscienza, politica, di espressione, di pensiero…- indispensabili per il corretto funzionamento di una democrazia.

Ma quante volte quella che è considerata la “fons fontium” nella gerarchia delle fonti legislative è calpestata, abusata, svilita?

Troppe volte.

I veri e profondi ideali che la Costituzione contiene non potranno mai tramontare proprio perchè consacrati al suo interno ma sono questi gli alti valori a cui tutti dovrebbero ispirare il proprio operato tenendosi lontani da particolari sofismi e giri di parole.

Bisogna rendere concreto e cogente il pilastro su cui si poggia la Nazione e che ne rappresenta le radici, il percorso storico, l’identità.

Sta alla nuova società e a noi, nuove generazioni, contribuire a rivalutare il frutto dello sforzo che i nostri avi fecero a loro tempo per consegnarci un mondo migliore che voleva farcela con i pochi mezzi a disposizione.

Tocca a noi non dimenticare che la Costituzione è il cuore vivo e pulsante dello Stato, la sua linfa vitale.

Carmen Stefania Venezia

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