Report – Shale caos

La trasmissione Report di Milena Gabanelli linkata per chi non riesce a visualizzare dal sito Rai.tv causa “malfunzionamento” dello script silverlight …


12/05/2014

Quale sarà il futuro dell’approvvigionamento energetico del nostro paese e dell’Europa? Possiamo continuare a basarlo sulle energie fossili o ci sono nuove frontiere per l’estrazione di gas e petrolio che possono essere percorribili come alcuni credono?

Per capire meglio abbiamo fatto un viaggio tra gli stati di New York, Pennsylvania e Texas. Siamo stati nei luoghi dove si sta praticando l’estrazione dello shale gas, attraverso la pratica del fracking, la frantumazione del sottosuolo attraverso pressioni e solventi chimici. Una tecnica che consente di estrarre il gas e il petrolio intrappolati tra le rocce.

Con conseguenze per gli abitanti che dai loro rubinetti vedono uscire acqua puzzolente che s’incendia a causa del metano che a seguito delle frantumazioni è penetrato nella falda acquifera.

Ma è questo il futuro che ci aspetta? Abbiamo incontrato gli esperti delle più importanti università americane che ci hanno rivelato i limiti e pericoli ambientali del fracking ma anche gli inconvenienti economici di quello che viene presentato come il nuovo “rinascimento energetico” d’oltre oceano.

Ma l’aspetto più inquietante è che alcuni autorevoli studi proverebbero una correlazione tra l’estrazione dello shale gas e i terremoti.

Eppure il fracking sta prendendo piede sempre di più, e ora rischia di attecchire anche in Europa. In Inghilterra il governo Cameron sta investendo per l’estrazione dello shale gas. E qualcuno vorrebbe pure estrarlo nella pianura padana . Alla luce delle informazioni disponibili, si può capire se esiste una correlazione fra il terremoto in Emilia Romagna e le pratiche di estrazione? E soprattutto lo stoccaggio di idrocarburi nelle zone altamente sismiche del nostro paese, e’ ancora praticabili alla luce delle nuove scoperte sulla relazione tra estrazione e iniezione di fluidi nel sottosuolo e sismicità? E cosa sa la nostra classe dirigente di questi temi? E’ informata al punto tale da poter decidere per il meglio?

video

All’interno :

Il deposito

report_12_5_14-2min. 1:06:00 – Era il 2006. Tra Russia e Ucraina c’erano i primi screzi, e da noi era allarme forniture di gas. Per rispondere bisognava costruire al più presto 13 rigassificatori, con ogni mezzo necessario. Da allora sono passati 8 anni. Gli screzi tra Russia e Ucraina si sono trasformati in una guerra civile che rischia di incendiare l’intero continente. Di rigassificatori però ne abbiamo costruiti solo un paio: uno lavora a metà e l’altro è completamente fermo. E a pagare saranno le nostre bollette.

Multe in saldo

report_12_5_14-3min. 1:15:00 – Dallo scorso 21 agosto è in vigore lo sconto del 30% sulle multe pagate entro 5 giorni. Lo scopo è duplice: incentivare i cittadini a pagare subito, anche quelli che di solito le multe non le pagano, e garantire ai comuni incassi certi. Si stima infatti che ogni anno circa il 40% delle multe non venga pagato. A distanza di sei mesi vediamo come sta andando.

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