Stato di salute dei bambini vaccinati e non, nuove ricerche

 

La rivista International Journal of Environmental Research and Public Health (ISSN 1660-4601) pubblica un fascicolo speciale su “Vaccination and Health Outcomes”, con una presentazione dell’Editor Anthony Mawson (autore di uno studio già pubblicato e di cui ho riferito nel mio libro a pag. 147-148).

Finalmente si parla liberamente di un argomento finora “tabu”: qual è lo stato di salute dei bambini vaccinati e non vaccinati. Credo fermamente che questo filone di studi debba essere perseguito, usando diversi approcci epidemiologici e statistici. Mi pare che grazie alla iniziativa della associazioni di genitori e di qualche valente e coraggioso medico, qualcosa si stia muovendo anche da noi. Ma si attende l’impegno delle autorità sanitarie regionali e statali le quali, una volta avviate le anagrafi vaccinali, potranno (e secondo me dovranno) sviluppare adeguatamente tali programmi di valutazione di esito a breve, medio e lungo termine su coorti rappresentative.

L’ipotesi (migliore) di questo tipo di ricerche osservazionali è che i bambini vaccinati subiscano meno infezioni dei non vaccinati (per quanto riguarda le malattie prevenibili da vaccino) e per il resto delle possibili patologie il loro stato di salute sia simile a quello dei bambini non vaccinati. Se questa IPOTESI si confermasse, si tratterebbe della migliore pubblicità per i vaccini, ovvero di un solido sostegno alle politiche che intendono promuovere la raccomandazione attiva a vaccinarsi. Se non si confermasse, o si confermasse solo per alcuni vaccini e per altri no, si dovrebbe necessariamente passare alla valutazione del possibile ruolo dei vaccini nel determinare le eventuali differenze nello stato di salute, con studi più mirati e randomizzati.

Segue una mia traduzione e sintesi della presentazione di Mawson.

Gli effetti a lungo termine della vaccinazione sulla salute dei bambini rimangono praticamente sconosciuti, ma si presume che siano limitati unicamente alla prevenzione della malattia mirata. Questa importante problematica si potrebbe affrontare in modo rigoroso solo mediante studi randomizzati e controllati, il “gold standard” per tale ricerca. Tuttavia, studi randomizzati e controllati sono stati considerati non etici perché si pensa che comportino la privazione di alcuni bambini dei vaccini necessari, al fine di creare un gruppo di controllo non vaccinato. Il fatto è che i vaccini hanno uno status quasi religioso come “vacca sacra” della medicina e della salute pubblica, il che ha scoraggiato la ricerca scientifica e portato ad attaccare personalmente i critici, etichettandoli peggiorativamente come “anti-vaxxer”. Sebbene sia noto che le morti delle malattie infettive comuni sono diminuite drasticamente prima dell’avvento della maggior parte dei vaccini a causa del miglioramento delle condizioni ambientali (anche per le malattie per cui non esistevano vaccini), la preoccupazione è che le critiche sui vaccini possano degenerare al punto in cui i genitori diventano riluttanti a vaccinare i loro figli e malattie un tempo temute torneranno in pieno vigore.

Eppure è nell’interesse pubblico determinare i risultati a lungo termine della vaccinazione di massa. In assenza di tali dati, i potenziali danni derivanti dal programma rimarranno sconosciuti. Ad esempio, la ricerca di Peter Aaby e collaboratori ha dimostrato che i vaccini comuni hanno effetti non specifici oltre alla prevenzione delle infezioni mirate, e questi effetti dipendono in parte dall’ordine in cui vengono somministrati i vaccini. In alcuni casi, i risultati sono positivi; in altri possono essere dannosi. In tempi recenti, in cui il programma di vaccinazione pediatrica è stato notevolmente ampliato e accelerato, c’è stato un parallelo aumento delle allergie infantili e dei disturbi dello sviluppo neurologico. Non è chiaro se queste modifiche sono correlate. Sebbene gli studi randomizzati e controllati possano non essere fattibili, sono possibili altri progetti di ricerca, come studi comparativi su bambini vaccinati e non vaccinati.

In studi recenti dell’autore e dei colleghi (Pilot comparative study on the health of vaccinated and unvaccinated 6- to 12-year-old U.S. children. J. Transl. Sci. 2017, 3, 1–12), i risultati sulla salute dei bambini in età prescolare vaccinati e non vaccinati sono stati confrontati, sulla base delle segnalazioni delle madri. Alle madri è stato chiesto di compilare un questionario online anonimo sui loro bambini di età dai 6 ai 12 anni in relazione a fattori legati alla gravidanza, storia della nascita, vaccinazioni, malattie diagnosticate dal medico, farmaci e l’uso di servizi sanitari. È stato ottenuto un campione di 666 bambini, di cui il 39% (261) non vaccinati. Mentre i vaccinati avevano significativamente meno probabilità di ammalarsi di varicella e di pertosse, avevano significativamente più probabilità rispetto ai non vaccinati di essere stati diagnosticati con rinite allergica, eczema, disturbo da deficit di attenzione, disturbo dello spettro autistico, disabilità di apprendimento, infezione dell’orecchio medio e polmonite. Dopo l’aggiustamento per i vari fattori che possono determinare la differenza, i fattori di vaccinazione, il genere maschile e il parto pretermine sono rimasti significativamente associati ai disordini del neurosviluppo.

Tuttavia, altre voci affermano che tali risultati, basati su piccoli campioni e self-report delle mamme, non sono validi; che i presunti collegamenti tra vaccini e NDD sono spuri e dovuti ad altri fattori diversi dal vaccino, come l’inquinamento.
Sono quindi necessarie ulteriori ricerche indipendenti e che coinvolgano campioni più ampi, per verificare e comprendere queste scoperte inaspettate, al fine di ottimizzare l’impatto dei vaccini sulla salute dei bambini. La ricerca si sta inoltre concentrando sugli ingredienti del vaccino che potrebbero essere potenziali meccanismi di lesioni associate al vaccino, tra cui il mercurio e l’alluminio.

Per incoraggiare ulteriori ricerche sugli effetti a lungo termine sulla salute dei vaccini, Journal of Environmental Research and Public Health sta invitando contributi per un numero speciale intitolato “Vaccinazione e risultati sulla salute”. Un’ampia gamma di proposte è benvenuta, tra cui segnalazioni di nuovi risultati, recensioni della letteratura, commenti su pubblicazioni recenti e nuove ipotesi.

Paolo Bellavite

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