Le regioni devono dire NO all’obbligo vaccinale!!

Siamo un gruppo di cittadini che si sono uniti liberamente dopo la decisione delle Regioni di discutere se applicare o no l’obbligo vaccinale per l’accesso degli asili nido.

Non si vuole assolutamente sindacare se la legge sia giusta o sbagliata, ci sono esperti di settore che decideranno al posto nostro, ma vorremmo evidenziare dei punti fondamentali per cercare di far mettere in discussione una legge che può sembrare coercitiva e per nulla educativa sulla questione delle vaccinazioni pediatriche.

Le regioni, da sempre, aprono le porte a tutti i cittadini del mondo, accettando una realtà fatta di usi, costumi e tradizioni diverse ma soprattutto di idee e libertà e non possono chiuderle ai propri cittadini.

Proprio nel rispetto dell’inviolabile libertà individuale vogliamo ricordare il nostro diritto Costituzionale dato dall’Articolo 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana1 che ci permette, di applicare una pacifica e legale obiezione di coscienza sulla pratica vaccinale, perchè pur essendo i vaccini fondamentali e non essendone mai caduto l’obbligo, rimangono pur sempre un farmaco preventivo e lo Stato Italiano non ci impone la loro inoculazione.

Ad esempio nella Regione Toscana, con l’emergenza meningite, c’è stata una risposta attiva della popolazione senza l’imposizione di un obbligo, si hanno coperture elevate contro il meningococco2. La risposta da parte dei cittadini Toscani all’epidemia ha portato ad una copertura superiore al 90%, considerando poi che per il Meningococco C viene richiesta un’immunizzazione al 34% dato l’R0 a 1.53, ma questo non è bastato all’Immunità di gregge d’impedire il proliferarsi della malattia, spostando il problema non più sulle vaccinazioni ma su qualche altro tipo di prevenzione che si poteva e si può attuare.

Come genitori comprendiamo perfettamente l’importanza della prevenzione delle malattie pediatriche fatta tramite le vaccinazioni, nel momento che ci fossero i presupposti per il ritorno immediato di terribili epidemie, sarà lo Stato stesso che imporrà l’obbligo a tutti i Cittadini Italiani, solo in quel caso, la libertà individuale dovrà lasciare il passo alla salute collettiva.

Comunque le vaccinazioni sono solo quattro, quelle chiamate obbligatorie, e sono contro:

  1. Poliomielite,
  2. Difterite,
  3. Tetano,
  4. EpatiteB.

Bisogna ricordare che l’OMS ha imposto un tetto di copertura a tutte le malattie vaccinabili al 95% ma il calcolo dell’Immunità di gregge in Epidemiologia non corrisponde a questo criterio.

L’immunità di gregge è un’equazione di base che non dipende dalla copertura, ma dalla contagiosità (R0) di ogni malattia che corrisponde a 1-1/R04.
Analizziamo i 4 vaccini obbligatori:

  • Poliomielite ha un R0 di 5-7,
  • Difterite ha un R0 di 6-7,
  • EpatiteB un R0 di 1,53,
  • Il Tetano, essendo infettivo ma non contagioso, non è calcolato.

Prendiamo il R0 massimo per Poliomielite e Difterite e calcoliamone il coefficiente:

1-1/7 = 0,857 (arrotondato a 0,86)

cioè richiede l’immunizzazione dell’86% della comunità per il raggiungimento dell’effetto gregge richiesto per evitare la trasmissione delle epidemie5 (quindi non il 95%).

Le vaccinazioni sono un’arma importante e le malattie spaventano tutti ma dobbiamo guardare all’Europa per capire che uno o due casi non fanno epidemia, a volte le tragedie capitano lo stesso, pur facendo tutta la prevenzione possibile. L’Europa è Polio-Free dal 2002, infatti gli ultimi tre casi europei recenti, uno in Albania, con copertura quasi al 99%6 e due in Ucraina, con copertura al 40%7, erano causati da poliovirus vaccino-derivato, dimostrando un fallimento vaccinale. L’ultimo caso mortale di difterite si è avuto in Belgio, con una copertura del 98,8%8, dimostrando un fallimento dell’immunità di gregge. Si rischia di aumentare di pochissimi punti la percentuale di copertura (già alta).

E il rischio per la salute dei bambini?

E il rischio per i bambini immunodepressi…
che già per la loro condizione sensibile sono colpiti da tutti i virus e batteri, anche dalle malattie non vaccinabili o dalle comuni sindromi influenzali e che non potrebbero entrare in contatto anche con chi ha effettuato di recente una vaccinazione a virus attenuati9? Purtroppo rimarrà invariato, perchè con questa coercizione tutte le malattie infettive pediatriche che circolano sul nostro territorio, a parte poliomielite e difterite, continueranno indisturbate come se niente fosse.

Vogliamo anche porre all’attenzione dell’Assessore al Turismo e a quello dell’Economia come questa Legge colpirà indirettamente aziende e privati, già tartassati, che investono sui territori. Forse non si è fatto caso che oltre alla legge sui Servizi Educativi verrà coinvolta anche la normativa sui Servizi Ricreativi, sempre a fascia 0-3 anni?
Tale normativa colpirà tutti quei servizi ricreativi, tra i quali i baby parking, le ludoteche, i gonfiabili, i corsi a tema e tutti quei servizi a scopo ludico presenti sul territorio. Mentre per accedere agli asili nido pubblici e privati, l’unico controllo previsto sarà l’idoneità all’iscrizione fatto una volta all’anno, in luoghi, come ad esempio il baby parking dell’Ikea, o quello dell’Esselunga, ma anche nei ristoranti, negli alberghi e sulle spiagge si dovranno invece effettuare controlli, anche più volte al giorno, sui libretti vaccinali e non solo dei bambini ma anche di quelli dei visitatori/turisti italiani e stranieri… primo per salvaguardare la salute dei più piccoli e secondo per non incedere in una sanzione amministrativa.

Quando si parla della salute dei bambini è importante avere un dialogo costruttivo fondato su basi certe.
Alla luce di questi fatti, noi genitori speriamo che non ci sia davvero bisogno di imporre una legge coercitiva, un aggiramento legislativo che mette unicamente alle strette i genitori. Non è sicuramente una soluzione il ricatto economico, sociale e la ghettizzazione di una categoria di bambini.

Gli asili nido sono comunque un servizio educativo e sociale, aperto a tutti senza alcuna discriminazione, che concorre con le famiglie alla crescita, cura, formazione e socializzazione dei bambini con programmi educativi e giochi. Non è possibile aver chiare le motivazioni dell’obiezione, o semplicemente della scelta di un calendario vaccinale personalizzato.

E’ inoltre impossibile, per le istituzioni stesse, quantificare chi potrebbe aver avuto una reazione avversa più o meno grave (descritta sui foglietti illustrativi di ogni singolo vaccino), perché seppur indispensabile, rimane un farmaco a tutti gli effetti, anche quelli indesiderati6.

Liberamente tratto e adattato dal post di Mamma Informata.

Riferimenti:

  1. https://www.senato.it/1025?sezione=121&articolo_numero_articolo=32
  2. http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/dati_Ita.asp
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3988355/
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2249331/pdf/epidinfect00010-0010.pdf
  5. http://dimacs.rutgers.edu/Workshops/AIMS/slides/JLS_ASI_5.pdf pg.2 e 3 – https://books.google.it/books?id=RMDBh6gw1_UC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=true pg. 69
  6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4903009/
  7. http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/polio/Pages/Annual-epidemiological-report-2016.aspx
  8. http://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/RRA-Diphtheria-Belgium.pdf pg.3
  9. http://srvinet.ao-siena.toscana.it/Dip_oncologico/trapianto_midollo_osseo_allogenico_dimissione.pdf

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