Neonata muore dopo la somministrazione del vaccino Quinvaxem

Quinvaxem

Hanoi – 09 maggio 2016.

Una neonata di due mesi di Hanoi è morta venerdì notte dopo aver ricevuto una dose del controverso vaccino pentavalente Quinvaxem. Ancora una volta, le autorità sanitarie difendono la qualità del vaccino.

Hoang Duc Hanh, vicedirettore del Dipartimento della Salute di Hanoi, ipotizza che la bambina sia morta per uno shock anafilattico, condizione grave che si verifica quando l’organismo è troppo sensibile a un certo farmaco.

La bambina è stata vaccinata presso un ambulatorio locale giovedì mattina e ha iniziato a manifestare febbre e forte tosse nel pomeriggio, stando a quanto riferito dai media locali.
La mattina dopo, i genitori l’hanno portata in un ospedale distrettuale e, la sera, al Saint Paul Hospital, dove i medici hanno dichiarato che è arrivata già morta.

Il Quinvaxem è un medicinale prequalificato dall’OMS distribuito in Vietnam da Berna Biotech Korea Corp. dal 2010 nell’ambito di un programma di vaccinazione nazionale promosso dall’alleanza mondiale per i vaccini GAVI. Il medicinale è pensato per proteggere i bambini dai due mesi in su da difterite, tetano, pertosse, epatite B ed Haemophilus influenzae B.

Il vaccino viene somministrato gratuitamente ma ha perso notevole fiducia da parte dell’opinione pubblica dopo che si sono verificati almeno 23 decessi post-vaccinazione dal 2012 a oggi. In tutti i casi, le autorità sanitarie hanno dichiarato che non c’erano problemi con la qualità del vaccino e la sua somministrazione.

Quest’ultimo caso rappresenta il secondo decesso ad Hanoi negli ultimi tre anni.

Il Saint Paul Hospital, lo stesso giorno, ha accolto un altro piccolo paziente colpito da shock anafilattico in seguito alla vaccinazione con Quinvaxem, ma il piccolo è sopravvissuto.

In Vietnam vengono somministrate ogni anni 5,5 milioni di dosi di Quinvaxem e fino a 200.000 alternative più onerose come il Pentaxim, di produzione francese, che costa circa 30 dollari a dose.

Il Quinvaxem utilizza una componente antipertossica “a cellula intera”, mentre le alternative più costose contengono antigeni purificati, ritenuti più sicuri, la cui disponibilità, però, è limitata.

Traduzione di Angelica Perrini.

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