Gardasil – Scomode verità

 

Nuova “condanna” per il vaccino HPV.

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La professoressa Geneviève Rail, dell’Università canadese Concordia, ha chiesto una moratoria sull’utilizzo del vaccino per il Papilloma Virus Umano (HPV), dopo aver vinto, stando a quanto riferito dalla stampa, quasi $300.000 messi a disposizione dall’Istituto Canadese per la Ricerca Sanitaria (CIHR) per studiare il vaccino.

La prof. Rail è descritta come una “studiosa di scienze sociali di Montreal” ed il suo lavoro di ricerca è intitolato “Per una moratoria sul vaccino HPV”.

Secondo la stampa, la professoressa e l’ente federale che ha finanziato la ricerca sono stati oggetto di critiche dopo che la donna avrebbe condannato il vaccino e dichiarato che non esistono prove che l’HPV provochi direttamente il cancro alla cervice uterina. La Rail e la coautrice della ricerca Abby Lippman “hanno pubblicato un articolo di opinione sulla testata Le Devoir che mette in dubbio la sicurezza e i benefici dei vaccini anti-HPV e rivolge un appello alla Provincia del Quebec per sospendere l’immunizzazione contro l’HPV fino a quando i presunti danni ad essa associati non siano stati studiati in modo indipendente”.

Nel frattempo, dall’altra parte del globo e specificamente in Irlanda, il senatore Paschal Mooney, dello schieramento Fianna Fáil, ha sollevato la questione dei danni indotti dal vaccino HPV davanti al Senato (Seanad Éireann) del Parlamento Nazionale Irlandese (Oireachtas). Dopo aver incontrato il gruppo irlandese di sostegno ai danneggiati da Gardasil R.E.G.R.E.T, il senatore Paschal ha parlato di giovani ragazze “confinate a letto”, dichiarando che “le professioni mediche stanno proteggendo le società farmaceutiche negando l’esistenza di effetti collaterali”.

Nel Regno Unito, alcuni articoli che si interrogano sui vaccini per l’HPV sono stati pubblicati di recente dalla stampa locale del Kent e di Manchester.

 

Traduzioni di Angelica Perrini

fonte

Vaccinazione HPV: appello urgente per una moratoria

Geneviève Rail e Luisa Molino (Concordia University)
Abby Lippman (McGill University)

A partire dal 2008, il Ministero della Sanità del Quebec ha organizzato campagne per la vaccinazione contro il Papilloma Virus Umano (HPV). Le ragazze del Quebec delle classi quarte e successive (della scuola elementare, ndt) ricevono attualmente il vaccino gratuitamente.

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Alla luce dei numerosi studi in corso (incluso il nostro) e dei recenti eventi verificatisi in tutto il mondo, riteniamo che il programma di vaccinazione anti-HPV debba essere sospeso. Sono di seguito esposte le nostre motivazioni per la richiesta di una moratoria urgente.

  • Assenza di consenso informato. Le attuali campagne di vaccinazione sono organizzate in maniera tale che né le ragazze né i loro genitori possono fornire un consenso informato, dal momento che non vengono loro illustrati i reali vantaggi (se ve ne sono) e le possibili reazioni avverse del vaccino Gardasil©, così come indicate da Merck Frosst (l’azienda produttrice): anemia emolitica autoimmune, purpura, embolia polmonare, pancreatite, astenia, patologie autoimmuni, reazioni di ipersensibilità, reazioni anafilattiche, broncospasmi, artralgia, mialgia, trombosi venosa, encefalomielite acuta, paralisi, convulsioni, pseudoepilessia, mielite, morte.
  • Reazioni avverse gravi. Non esistono attualmente studi longitudinali attendibili sulla sicurezza del vaccino HPV ma sembrano essere presenti reazioni avverse gravi in una percentuale non trascurabile di ragazze vaccinate (ad esempio, in Giappone 3200 su 100.000 ragazze all’anno). Articoli e rapporti scientifici sui danni del vaccino sono stati prodotti in molti luoghi del mondo e documentano uno smisurato numero di problemi gravi. Negli Stati Uniti, l’ente governativo che prevede la segnalazione delle reazioni avverse ai vaccini (VAERS) elenca, alla data di luglio 2015, più di 40.000 casi di ragazze e donne gravemente compromesse in seguito alla vaccinazione anti-HPV (inclusi 232 decessi; più di 1300 casi di disabilità e circa 8000 senza recupero). La Danimarca ha aperto di recente cinque centri regionali per valutare le reazioni avverse gravi associate al vaccino HPV (1200 ragazze risultano già iscritte), mentre il Giappone e Israele hanno ritirato la loro raccomandazione per la vaccinazione anti-HPV.
  • Sistema di farmacovigilanza lacunoso. In Quebec e in Canada, quando le ragazze sono rimaste compromesse dopo la vaccinazione anti-HPV, il sistema di farmacovigilanza si è dimostrato lacunoso/inadeguato. Il nostro studio (attualmente in corso e finanziato dal Canadian Institutes of Health Research) ha individuato genitori che, in seguito al decesso o alle gravi reazioni avverse manifestate dalla propria figlia, non sono stati ascoltati dai sanitari; questi ultimi sembrano talmente convinti della sicurezza dei vaccini da rifiutarsi di segnalarne le reazioni avverse.

Queste tre motivazioni, di per sé, dovrebbero già essere sufficienti a convincere il nostro Ministro della Sanità sull’urgenza di una moratoria. Ma c’è di più.

  • Falsa priorità di salute pubblica. Con molto fervore, Merck Frosst ha convinto i professionisti della sanità e l’opinione pubblica che il cancro alla cervice uterina è una priorità, benché non figuri tra le 50 più importanti cause di morte per le donne del Québec (Statistics Canada, 2015) né tra le prime 10 cause di morte per le donne nel mondo (OMS, 2011). Grazie ai pap-test, l’incidenza del cancro cervicale e la mortalità ad esso associata sono in palese diminuzione in Occidente, Canada incluso, dove solo 1,6 donne su 100.000 all’anno muore per questo cancro (Statistics Canada, 2015).
  • Meccanismo sconosciuto. Il cancro della cervice uterina impiega una media di 20-40 anni per svilupparsi. Esistono oltre 100 tipi di HPV, di cui 12 classificati come “ad alto rischio” perché spesso presenti parallelamente al cancro cervicale. Tuttavia, la grande maggioranza di ragazze e donne ad alto rischio di contrarre l’HPV non sviluppa il cancro perché l’HPV non può da solo provocare il cancro. Inoltre, nel 90% dei casi, l’HPV scompare naturalmente dal corpo entro due anni dall’infezione.
  • Efficacia indimostrata. Poiché il cancro cervicale impiega decenni per svilupparsi, non esiste ancora alcuno studio sull’efficacia del vaccino. Attualmente esistono solo studi relativi all’impatto del vaccino sull’incidenza delle lesioni precancerose. Tra l’altro, secondo tali studi, il vaccino Gardasil© non è efficace nel ridurre l’incidenza globale delle lesioni precancerose della cervice. E quel che è peggio, i trial clinici mostrano che quando le varianti 16 e 18 dell’HPV sono già presenti, la vaccinazione con Gardasil© potrebbe aumentare il rischio di lesioni precancerose.
  • Marketing fraudolento. L’approvazione accelerata di Gardasil© è il risultato di un marketing fraudolento da parte di Merck Frosst. La società ha utilizzato la pubblicità e altri metodi per creare un mercato del tutto nuovo per un vaccino, presentandolo come “anticancro” e generando, attraverso la paura, una crisi sanitaria.
  • Approvazione frettolosa. Il vaccino Gardasil© ha ricevuto un’approvazione frettolosa da parte del Ministero della Sanità canadese, in quanto approvato prima del completamento degli studi sulla sua sicurezza ed efficacia. In qualsiasi angolo del pianeta, le ragazze vaccinate sono protagoniste di un dramma tenuto segreto dalle case farmaceutiche. Infine, il nostro Ministro della Salute dovrebbe imporre una moratoria affinché possano essere svolte ricerche indipendenti su un vaccino sospettato di causare reazioni avverse gravissime.
    Gli studi attuali non sono indipendenti oppure utilizzano criteri temporali (troppo brevi) o sintomatologici (troppo ristretti) che non consentono di individuare la maggior parte delle ragazze interessate da reazioni avverse gravi. Per la salute delle ragazze del Quebec, per favore imponga una moratoria!

qui il testo originale della moratoria

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