Magazzino 18

 

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E’ un monologo recitato e cantato da Simone Cristicchi con l’Orchestra Sinfonica e il Coro dei bambini del Friuli Venezia Giulia dedicato ai 350.000 Italiani di Fiume, Istria e Dalmazia che all’indomani del trattato di pace del 1947, abbandonarono i propri beni per avventurarsi verso un’Italia disastrata piuttosto che restare estranei nella Jugoslavia di Tito, una terra di violenze e soprusi che non riconoscevano più.

Il cantautore è rimasto colpito da questa scarsamente frequentata pagina di storia ed ha deciso di ripercorrerla in un testo che prende il titolo proprio da quel luogo nel Porto Vecchio di Trieste, dove gli esuli lasciavano le loro proprietà, in attesa di poterne in futuro rientrare in possesso: il Magazzino 18.

Coadiuvato nella scrittura da Jan Bernas, Cristicchi partirà proprio da quegli oggetti privati, ancora conservati al Porto di Trieste, per riportare alla luce ogni vita che vi si nasconde: la narrerà schiettamente e passerà dall’una all’altra cambiando registri vocali, costumi, atmosfere musicali, in una koinée di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, che forse si può definire “Musical-Civile”.

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