Una piccola storia di ordinaria crudeltà

 Nella scuola dell’infanzia di Fossalta di Piave(VE) alcune maestre si privano a turno di un pasto a settimana per cederlo a una bimba di origine africana di 4 anni, a cui la famiglia non può più pagare la mensa. Ma il Sindaco si infuria, e con l’accordo della direttrice riesce a impedire il gesto d’amore delle maestre e fa togliere i pasti e il tempo pieno alla piccola.

Questo è il link per tutti i particolari della vicenda.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/non-fatela-mangiare/90124/
Se anche a voi questo episodio smuove un’indignazione profonda, dedicate qualche minuto del vostro tempo a fare quello che vi propongo. In fondo bastano pochi click! Dobbiamo reagire a questa barbarie.

Ecco che cosa possiamo fare grazie alla rete:

1. Linkiamo l’articolo sui nostri profili facebook e invitiamo alla massima diffusione: il primo modo di combattere le ingiustizie è farle conoscere.

2. Scriviamo una lettera di protesta al Sindaco di quel paese: se volete, qui di seguito trovate una bozza che potete copiare e inviare a questi indirizzi :

contatti@comunefossaltadipiave.it

assistenza@comunefossaltadipiave.it

Al sindaco di Fossalta di Piave
All’Assessore alle politiche sociali
Intendo con la presente esprimere tutta la mia indignazione per il provvedimento del Sindaco Massimo Sensini di togliere i pasti alla bimba di origini africane di soli 4 anni la cui famiglia non è più in condizione di pagare la mensa della scuola materna.
Trovo agghiacciante che si sia impedito con la minaccia di sanzioni disciplinari anche il gesto amorevole e discreto di solidarietà delle maestre di cedere a turno il proprio pasto alla piccola.
Mi è impossibile trovare per questo accanimento contro i deboli una qualsiasi motivazione o giustificazione, mentre il presunto danno all’erario evocato dal Sindaco suona come una beffa paradossale nel Veneto scosso da una nuova tangentopoli leghista.
Dietro un atto tanto disumano si vede invece chiaramente la volontà discriminatoria e vessatoria nei confronti degli stranieri immigrati, cui la Lega da tempo ci ha abituato.
Ma noi non vogliamo abituarci. La storia ci insegna che ogni volta che una persecuzione è stata messa in atto – e l’Italia ha purtroppo già conosciuto l’infamia della persecuzione razziale – essa ha potuto verificarsi anche per l’ignavia e l’indifferenza dei tanti che non hanno reagito.
Pertanto vi informo che farò tutto quanto in mio potere attraverso i mezzi di informazione per sollecitare la pubblica opinione alla condanna di quello che appare come un atto razzista e persecutorio e del quale mi vergogno come cittadino italiano.

3. Qualche parola la spenderei pure per la direttrice, Simonetta Murri, che appoggia e approva le misure del Sindaco, date sfogo alla vostra indignazione a questo indirizzo: comprensivomeolo@infinito.it

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