Report Extra – Il farmaco che costa un occhio

La trasmissione Report Extra di Milena Gabanelli linkata per chi non riesce a visualizzare dal sito Rai.tv causa “malfunzionamento” dello script silverlight …


09/05/2013

L’Antitrust contro Novartis e Roche

Secondo studi scientifici recenti, Lucentis e Avastin sono due medicinali identici nel trattamento di alcune patologie della retina. Negli ospedali italiani però viene prescritto solo il più caro.

Nel combattere la degenerazione maculare dell’occhio, una grave disfunzione della retina che in Italia colpisce oltre tre milioni di persone, alcuni recenti studi scientifici hanno dimostrato che Lucentis e Avastin sono due farmaci identici. O quasi: il Lucentis, prodotto dalla Novartis, costa 50 volte più dell’Avastin, prodotto dalla Roche: circa 1000 euro a fiala contro 20 euro.

 Mentre nel resto d’Europa la maggior parte degli oculisti da qualche anno sceglie per i loro pazienti l’Avastin, che è molto più economico, negli ospedali pubblici italiani si prescrive esclusivamente il Lucentis e il costo di ogni fiala viene interamente rimborsato dal Sistema sanitario nazionale.

 Se invece del Lucentis gli oculisti italiani avessero prescritto l’Avastin, come fanno i loro colleghi europei, secondo la stima fatta dalla Società oftalmologica italiana, lo Stato avrebbe risparmiato circa 400 milioni di euro. Ma il farmaco più economico in Italia non può essere somministrato perché l’Agenzia italiana del farmaco ha classificato il medicinale come off label, fuori dalle indicazioni, sconsigliandone l’utilizzo perché considerato rischioso. L’oculista che sceglie di somministrarlo a un suo paziente, quindi, se ne assume la responsabilità.

 Eppure il National Eye Institute del National Institute of Health degli Usa ha testato i due farmaci su 1200 pazienti e in uno studio pubblicato il 28 aprile del 2011 ha dimostrato che Lucentis e Avastin nel trattamento della degenerazione maculare producono gli stessi effetti. Dopo due anni però l’Aifa considera l’Avastin ancora off label, anche perché la Roche non ha chiesto l’avvio di una sperimentazione clinica che modificherebbe le indicazioni ufficiali del farmaco.

 Lo scorso febbraio l’Antitrust ha deciso di vederci chiaro, avviando un’istruttoria sul caso. L’ipotesi è che le due multinazionali farmaceutiche svizzere (Novartis tra l’altro proprietaria del 33% di Roche) abbiano messo in piedi un accordo di cartello per tenere sul mercato italiano soltanto il Lucentis.

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