L’inchiesta – Allarme nel Palazzo

La trasmissione L’inchiesta linkata dal sito RaiNews24


Sms-spia, anatomia di un’emergenza occulta

Martedì 17 marzo 2009, un uomo varca la soglia di Palazzo San Macuto a Roma, sede del Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Si chiama Claudio Carnevale ed è un tecnico di fama mondiale nel campo della sicurezza delle telecomunicazioni. Di fronte al presidente Francesco Rutelli e agli altri membri del Copasir spiega di avere delle informazioni, avverte che una nuova minaccia informatica si sta abbattendo sull’Italia, ipotizza che nel nostro Paese milioni di telefoni cellulari potrebbero essere già sotto controllo.

“Questo tecnico ha relazionato al comitato dicendo che solo in Italia ne sono state scaricate l’anno scorso circa 500mila copie”, spiega a Rainews24 il deputato del Partito Democratico e membro del Copasir Emanuele Fiano. “Siccome da questo software si possono far partire innumerevoli sms questo vorrebbe dire che c’è una potenziale epidemia di una malattia informatica che infrange le più banali regole della garanzia della privacy dei cittadini italiani che usano il telefono cellulare”.

Due giorni dopo, giovedì 19 marzo, il Copasir organizza una conferenza-stampa per annunciare che – come scrive l’Agenzia Ansa – “con meno di 50 dollari e’ possibile acquistare su internet un software che consente di inviare degli sms che non lasciano traccia, in grado di generare un virus nei sistemi informativi dei telefonini di ultima generazione e trasformarli di fatto in spie.

Sms capaci di fornire a chi ha inviato il messaggio la posizione del telefonino, l’intera rubrica e l’elenco delle chiamate ricevute e effettuate o anche di trasformate il telefono in una sorta di registratore per effettuare intercettazioni”. Ma siamo davvero tutti spiati? Qualcuno ha verificato le ipotesi dell’ingegner Carnevale prima di diffondere informazioni tanto preoccupanti? A chi giova l’Allarme nel Palazzo?

 

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