Quello che mi eccita in un uomo





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di Malafemmina

Dato che qualcuno, un troglodita, non dico chi, mi ha lasciato un commento molto offensivo (che non pubblico) perché ho dichiarato che un uomo contro lo stupro mi piace molto, mi interessa, mi eccita anche sessualmente, penso ci sia bisogno di dirne di più e di dirlo più forte.

Sono sensibilmente vulnerabile alla vista di un uomo che mi ascolta, mi ascolta per davvero, e che non tenta di rifilarmi cazzate da spot televisivo per fare colpo su di me.

Mi piace molto chi sa che No vuol dire No. Chi ha rispetto del mio punto di vista e non prova in alcun modo a prevaricarmi nel corso di una discussione. Chi non parla del “mondo delle donne” come di una cosa a parte ma sa perfettamente che le discriminazioni che subiscono tante donne definiscono un sistema che usa gli uomini e le divisioni sociali affinché tutto proceda bene per chi è più ricco di tutti noi e ci sfrutta, ci immiserisce, ci umilia, ci mortifica giorno dopo giorno.

Mi eccita un uomo che si separa dal branco e trova un proprio modo, originale, di essere persona. Mi eccita l’intelligenza, mi procura orgasmi multipli, me la sento scivolare addosso e ho con l’intelligenza maschile un rapporto tattile perché ogni dimostrazione di intelligenza è una bella, tenera, calda, appassionata carezza che coinvolge il mio corpo, i miei sensi.

Mi piace un uomo che non è omertoso rispetto alla violenza che altri uomini compiono sulle donne. Uno così produce un odore particolare. Il mio olfatto ne è estasiato.

Un uomo che si evolve rispetto ai cavernicoli che l’hanno preceduto sa di buono.

Mi piace colui che ride di se e non si prende sul serio e sa analizzare con ironia i ruoli a cui viene destinato. Soprattutto sa sfuggirli.

Mi piace un uomo che se ne frega di cose ottocentesche e un po’ mafiose come l’onore e mi piace chi non mi dirà mai che “non tocca una donna neppure con un fiore” perché io non merito rispetto in quanto essere inferiore e fragile e destinata alla cura e alla riproduzione. Io merito rispetto in quanto persona, esattamente come chiunque altro.

Mi piace l’uomo che rifugge gli eroismi militari e camerateschi e che ritaglia nuovi e migliori eroismi nella vita di ogni giorno, nelle resistenze, anche per schierarsi al mio fianco quando serve così come io mi schiererò al suo per una battaglia che lui vorrà compiere.

Mi piace l’uomo che non ce l’ha sempre duro perché avercelo duro “sempre” è un po’ come farsi di viagra tutto il giorno e mi sembra una patologia da destinare all’andrologo (o all’urologo?).

Mi piace l’uomo che smette di attribuirmi cose indiavolate, mefistofeliche, e che smette di attribuirmi le sue brutte azioni.

Mi eccita tanto l’uomo che non dirà mai che “se le donne non vestissero come zoccole nessuno le violenterebbe”.

Mi piace chi sfila in piazza assieme a me, contro lo stupro, indossando anche una minigonna corta, perché gli abiti non sono importanti e perché la dimensione di genere va al di là di un braccio teso a inneggiare ad un leader o a schiaffeggiare una donna per rimetterla al “suo posto”.

Un uomo che si sa reinventare è desiderabile, è attraente, è affascinante, è meglio, come si dice in gergo.

E di uomini così, purtroppo, non ce ne sono moltissimi ma esistono e dovrebbero mostrarsi in pubblico ed essere orgogliosi di ciò che sono perché sono loro il futuro e non quegli altri che stanno ancora con il cervello dentro una caverna a metà tra un tribunale dell’inquisizione e una truppa di gente che non sa pensare con la propria testa.

Dovrebbero conoscere il proprio valore e non farsi intimidire da quelli che li descrivono come difettosi, “senza palle”, “frosci”, inferiori.

Uomini così li voglio al mio fianco, ne voglio incontrare tanti e ne vorrei uno accanto, persino adesso, qui, in questo villaggio bruttissimo, dove lavoriamo per poche centinaia di euro al mese (e ancora non ho visto un soldo da che sono qui), con cui parlare, ridere, pensare, e fare sesso, del buon sesso con una persona intelligente.

E anche voi, lì, tutte voi, amiche, precarie, sorelle, ditelo forte che sono questi gli uomini che ci piacciono e che quegli altri ci fanno un po’ schifo. Diciamoglielo insieme che sono i cavernicoli che devono adeguarsi ai tempi perché nessuno di loro è eccitante.

Potranno attribuire la scarsezza di considerazione che godono tra le donne alle ragioni più sciocche, infide, rabbiose, ma la verità è che gli uomini che somigliano ai loro nonni sono vecchi e che quel vecchiume non piace a nessuna. Sono brutti. Sono inadeguati. Sono privi di fascino. Sono niente.

Potete prenderla come vi pare ma io la penso così.

Ps: per gli insulti vi prego di usare un po’ più di fantasia. almeno aggiornate il vostro vocabolario perché leggere le cose che avrebbe potuto dirmi un pluricentenario non è interessante neppure da un punto di vista prettamente linguistico/sociologico/antropologico.

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