L’inchiesta – Codice etnico *

La trasmissione L’inchiesta linkata dal sito RaiNews24


Progetto Galileo Il 30 Maggio 2007 il quotidiano finanziario russo Kommersant pubblica la notizia che le dogane hanno vietato l’esportazione di campioni biologici. La decisione, secondo il quotidiano è stata presa in conseguenza ad un rapporto dell’FSB, il servizio segreto russo, sul bio-terrorismo e sul possibile sviluppo da parte dell’Occidente di armi biologiche destinate a colpire soggetti con caratteristiche etniche specifiche del popolo russo. Il pericolo è reale, dicono gli esperti del settore, come la dottoressa Vivienne Nathanson della British Medical Association che ha lanciato l’allarme già nel 1999 e che afferma: “non possiamo ancora contare sul fatto che il sistema sia abbastanza forte per impedire la produzione di queste armi”.

Nell’articolo del Kommerciant vengono citate 5 compagnie internazionali che, secondo il giornale, sarebbero sospettate dai servizi segreti di Mosca di utilizzare campioni biologici provenienti dalla Russia per lo studio di un’arma biologica etnicamente indirizzata. Una di queste è europea. Si tratta del famoso Karolinska Instutuet di Stoccolma. Tommy Linne, professore del Karolinska Institute, difende l’operato dell’istituto ma non esclude che qualcuno possa condurre questo tipo di ricerche: “Non penso che nelle università occidentali si conducano questo tipo di ricerche. Ma chi ha obiettivi diversi dai nostri ovviamente potrebbe essere interessato a questo settore.

Un’università collegata alla ricerca militare potrebbe avere questo campo d’interesse: lo sviluppo di armi e soprattutto di metodi di difesa per proteggersi dalle armi biologiche.” Alexei V Yablokov, membro dell’Accademia Russa delle Scienze racconta che il 2 aprile del 1979, in piena epoca sovietica, nella città di Sverdlovsk (ora chiamata Ekaterimburg), si verificò un incidente pressochè sconosciuto nel nostro paese “A causa di un incidente avvenuto in un laboratorio segreto sotterraneo, si diffuse nell’ambiente un batterio modificato dell’antrace che ha ucciso molti civili. “Stranamente i morti erano in maggioranza uomini in età di leva…” racconta Yablokov ” non morivano i bambini le donne, ma soprattutto le persone in età militare, e adesso possiamo dire che allora entrò in azione un arma biologica, non una arma etnica, ma qualcosa di molto simile.”

Andy Oppenheimer, esperto di armi nucleari, biologiche, chimiche (NBC) dell’inglese Jane’s Information Group avverte: “Il bioterrorismo è un grande pericolo. Ci sono stati vari rapporti che hanno messo in guardia contro questo pericolo. Soprattutto i rapporti dell’Associazione Medica Britannica, che nel 1999 e nel 2004 hanno denunciato il rischio che un’arma biologica con modificazioni genetiche cadesse nelle mani di terroristi. Per questo l’idea di imporre limitazioni alla esportazione di materiale biologico mi sembra un’ottima mossa. Perchè è molto difficile capire se una determinata sostanza sarà usata davvero solo per fini pacifici.”

Dopo alcune settimane le autorità russe, premute dalle migliaia di malati che dovevano ricorrere a cure all’estero, hanno revocato il divieto, ma il pericolo delle armi etniche, quello è rimasto, anzi è aumentato , sopratutto grazie alla consapevolezza che la mappatura del genoma umano, realizzata pochi anni fa, ha reso drammaticamente attuale il pericolo di armi biologiche etnicamente mirate.

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