L’inchiesta – Co2, cronaca di un sequestro annunciato

La trasmissione L’inchiesta linkata dal sito RaiNews24


Seppellire l’anidiride carbonica, l’ultima arma contro l’effetto-serra?

 Chi è favorevole dice che è l’unico modo per evitare che nei prossimi decenni si arrivi al collasso. Chi è contrario pensa che sia un trucco per continuare a bruciare carbone invece di investire sulle fonti di energia rinnovabile.

Quello che è certo è che nella lotta contro l’effetto-serra l’Italia ha scelto la strada della sperimentazione di una tecnica conosciuta come CCS, “Carbon capture and storage”, ovvero “cattura e sequestro dell’anidride carbonica”.

In pratica si cercherà di produrre energia evitando di immettere in atmosfera la Co2 – considerata la principale responsabile del surriscaldamento del pianeta – e stoccandola invece in cavità sotterranee. In Italia sono stati individuati molti siti (Pianura Padana, Offshore Adriatico, Basilicata e Calabria ionica) dove – se questa tecnica troverà uno sbocco commerciale – nei prossimi anni si comincerà a stoccare Co2 al ritmo 40 milioni di tonnellate ogni anno.

Eni ed Enel hanno deciso di mettere insieme le loro forze con un accordo siglato il 21 ottobre del 2008 e benedetto dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. La sperimentazione dei due giganti dell’energia italiana durerà tre anni. L’Enel catturerà l’anidride carbonica nella sua centrale di Brindisi, l’Eni la immagazzinerà in uno dei suoi pozzi nella Pianura Padana. Ci sono garanzie che il ricorso massiccio a questa tecnica non comporterà rischi per la popolazione e per l’ambiente? La tecnologia della CCS sarà in grado di rispondere in tempo all’urgente necessità di abbattere le emissioni di anidride carbonica che stanno surriscaldando il nostro pianeta?

 

 

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