Peppino Impastato : uomini di altri tempi ed alti ideali





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Nove maggio 1978, “E’ una notte buia per lo Stato italiano” cantavano qualche anno fa i Modena City Ramblers.

Quella notte fu sconvolta da una notizia che fece rabbrividire non solo l’Italia, ma il mondo Intero. Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana, veniva ucciso come un cane dalle BR dopo un rapimento di 55 giorni. Il corpo, fu ritrovato nel baule posteriore di un’automobile Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani.

Come sappiamo gli anni ’70 – ’80 sono anni difficili per Italia, se consideriamo da vicino il problema/cancro chiamato “mafia”, e per il terrorismo sia “nero” che “rosso” che dilagava nel Belpaese. In questi anni viene riorganizzata la Camorra, in Sicilia Cosa nostra continua a fare stragi, vengono uccisi molti Pm, Magistrati ed esponenti che si occupano di antimafia, ma nella notte tra l’8 ed il 9 Maggio di quel terribile 1978 avviene un omicidio che allora non foce molto scalpore.

A Cinisi, provincia di Palermo, perdeva la vita un vero comunista Italiano, un uomo morto per la libertà, morto perché ebbe il coraggio di non piegarsi nemmeno di fronte ad esponenti della “Cupola di Cosa Nostra”, morto per dare a tutti una speranza, anche se spesso ce ne dimentichiamo, Peppino Impastato.

Chi era Peppino Impastato? Perché dobbiamo ricordarlo e seguire le sue orme nelle attività che svolgiamo?

Partendo proprio dall’inizio dobbiamo parlare un po’ della sua vita, nacque a Cinisi (PA) il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa: il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una giulietta al tritolo nel 1963.

Sembra una storia come tante, ed il futuro del giovane Peppino sembra già segnato, dovrà seguire obbligatoriamente la “carriera “ del padre e del resto della famiglia.

Invece NO, rompe i rapporti con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa.

Nel 1965 fonda il giornalino “L’idea socialista” e aderisce al PSIUP.

Dal 1968 in poi milita nei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi. In seguito fonda il gruppo “Musica e cultura”, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti ecc.).

Arriviamo al 1977, data molto importante, dato che fonda insieme a degli amici e compagni di lotta, “Radio Aut” , cioè una radio libera autofinanziata, con la quale denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini (paese vicino).

Nel settembre del 2012 abbiamo raggiunto telefonicamente il Prof. Re Salvatore Vitale, compagno di lotta di Peppino Impastato. Sin dalle prime “battaglie” Salvo Vitale è al fianco di Peppino Impastato, con una voce commossa e consumata dal tempo ci dice che era al suo fianco quando si schierarono dalla parte dei lavoratori (contadini), era al suo fianco durante il ’68 quando occuparono per un mese la facoltà di Lettere dell’università di Palermo, credevano in un cambiamento vero che forse, possiamo dire oggi, non è mai avvenuto. Ma tra le linee si capisce la differenza sostanziale tra ieri ed oggi, portare avanti un ideale, storie di altri tempi.

Nel ’77 nasce quindi “Radio Aut”, come già detto tra i promotori, vi era anche Salvatore Vitale, il quale dopo la morte di Peppino Impastato avvenuta nel 1978, continua a portare avanti questo progetto radiofonico di informazione libera.

La radio, in che modo veniva utilizzata? Era uno strumento di “contro-informazione” rispetto alle notizie emanate dalla RAI e dai Giornali Ufficiali.

Il programma più seguito era “Onda Pazza“, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Durante questa trasmissione (libera e senza censure) il capomafia Gaetano Badalamenti veniva chiamato “Tano Seduto” da Peppino, venivano denunciati tutti gli introiti sporchi fatti dal municipio che diventò “maficipio”, venivano denunciate le partite di droga che partivano e arrivavano in Sicilia.

Oggi esistono ancora le registrazioni originali di alcune puntate della trasmissione “Onda Pazza”, si deve ringraziare sempre Salvatore Vitale, il quale il giorno dopo l’omicidio si prese la briga di prendere e nascondere queste preziose registrazioni, per evitare che venissero sequestrate ed in seguito gettate.

Nel 1978 Peppino Impastato si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali.

Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia.

Con il suo cadavere venne inscenato un attentato, atto a distruggerne anche l’immagine, in cui la stessa vittima apparisse come attentatore suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia.

Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.

I compagni di Peppino vengono interrogati come complici dell’attentatore, vengono perquisite le case della madre e della zia di Impastato, dei suoi compagni e non quelle dei mafiosi e le cave della zona, notoriamente gestite da mafiosi, nonostante che una relazione di servizio redatta da un brigadiere dei carabinieri dica che l’esplosivo usato era esplosivo da mina impiegato nelle cave.

Sui muri di Cinisi un manifesto diceva che si tratta di un omicidio di mafia. Un altro manifesto a Palermo, con la scritta: “Peppino Impastato è stato assassinato dalla mafia”, ma le prime indagini (corrotte e pilotate dall’alto) fecero apparire il tutto come un semplice suicidio.

Grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia, i quali ruppero pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione, presso cui si costituisce un Comitato di controinformazione, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l’inchiesta giudiziaria.

Parte fin da subito il depistaggio come ben si può capire, infatti per arrivare alla verità bisognerà aspettare molti anni.

L’inchiesta viene chiusa e riaperta più volte fino ad arrivare al 1996 quando viene accusato “Tano Seduto” cioè il boss Gaetano Badalamenti, di essere il mandante, il quale nel 2002 verrà condannato alla massima pena prevista, vale a dire l’ergastolo.

La storia di Peppino e dei suoi amici siciliani è arrivata a toccare il cuore di tutti gli italiani grazie all’instancabile lavoro del fratello Giovanni con l’associazione “Libera – Contro le mafie”, della mamma Felicia che non si è data pace fino ad arrivare alla verità, dai compagni di lotta come Salvo Vitale e altri che hanno fondato varie associazioni per non far morire il ricordo e cercare di combattere questo problema di vecchia data, chiamato “mafia”, ma anche grazie ad un grande regista italiano, Marco Tullio Giordana, il quale ha voluto raccontare la storia di Peppino in un film chiamato “I cento Passi”.

Oltre al grande film di Giordana, uscito nel 2000 esistono oggi molte canzoni che parlano del giovane Peppino Impastato, come ad esempio “ricordo d’autunno” dei Gang oppure “i cento passi” dei Modena City Remblers, “profumo di Maggio “ del gruppo Bisca, e tantissime altre.

Come si può ben capire da questa breve riflessione, l’informazione Libera è alla base di una società civile.

Non ci deve essere nessun tipo di censura sulla stampa, per radio, in televisione etc.

Bisogna avere il coraggio di denunciare, il coraggio di non adattarsi ad un sistema marcio e in declino, bisogna prenderlo come esempio, ricordarlo parlarne e discutere.

Oggi l’unico strumento che abbiamo per combattere la tanto temuta “mafia” è l’informazione.

Paolo Borsellino diceva: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.

Peppino Impastato, oltre ad essere uno speaker, giornalista e politico scriveva anche poesie e proprio per questo vogliamo ricordarlo anche oggi nel 2013 con una sua poesia, continuando a lottare contro un sistema mafioso e corrotto.

“Fiore di campo nasce
 dal grembo della terra nera,
 fiore di campo cresce
 odoroso di fresca rugiada,
 fiore di campo muore
 sciogliendo sulla terra
 gli umori segreti”

PEPPINO  IMPASTATO
(Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978)

 

Sperando di incontrare un giorno persone con la stessa nobiltà d’animo, sperando che un giorno in Parlamento arrivino persone come lui, persone che sono disposte a morire per combattere per i loro ideali.

Eppure volare si può!

Donato Savria




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