L’emergenza che non c’è





violenza minori

Se è assente uno stato incapace di tutelare donne minacciate da ex mariti, conviventi, uomini che pensano di avere il diritto di esercitare il loro potere su una persona fino a decidere di toglierle la vita e ci riescono, è altrettanto assente uno stato dove una madre pensa di poter esercitare il diritto di dare la morte alle sue figlie e ci riesce.

Solo però quando si tratta dell’uomo è sempre cattivo, sempre mostro, sempre naturalmente violento (in quanto uomo) e ci si ricama attorno il fenomeno sociale, l‘emergenza che non c’è ma ci deve essere perché così è deciso, si fabbricano parole nuove (che non significano nulla), mentre nel caso delle madri che uccidono i figli si deve rimanere nell’ambito del giudizio pietoso, comprensivo, compassionevole.

Statisticamente sono più le donne, le madri che uccidono i figli rispetto agli uomini, ai padri che lo hanno fatto e che lo fanno, questo però non si deve dire perché non è politicamente corretto né conveniente a qualche “giusta causa” che qualcuno deve portare avanti ad ogni costo.

Tutto questo solo per dire quanto è pericoloso e devastante pensare che esista una violenza di genere, una follia, una disperazione relative al sesso anziché come nella gran parte dei casi è, solo e soltanto violenza, follia e disperazione relative all’umanità.

Tutta.

Violenza di genere, è quella violenza che viene realizzata in relazione al ruolo di genere che ti si impone.

Dunque ogni volta che si vota per rendere inutile la legge 194, per esempio, si realizzano le condizioni che consentono la realizzazione di episodi di violenza di genere. Privare le donne della libertà di scelta è violenza di genere.

Non avere rispetto delle persone quando queste vorrebbero dire no e scegliere chi amare è sempre violenza di genere. Non avere rispetto dell’autodeterminazione di chi viene ostacolato nelle proprie decisioni su chi essere, diventare, se partorire oppure no, se fare sesso, quando, dove e con chi, se essere costretto a rivestire il ruolo che per genere gli è imposto, tutte queste cose costituiscono fattori scatenanti della violenza di genere.

Non realizzare politiche economiche che consentano alle persone, alle donne, di avere reddito, significa che queste persone saranno sempre economicamente dipendenti, perciò se anche volessero andare via per sfuggire alle violenze non potranno farlo.

Anche privare le persone della necessaria autonomia economica è violenza di genere.

Nessuno che sia in grado di intendere e di volere, uomo o donna che sia, un bel mattino si sveglia con l’intenzione di trasformarsi in omicida.

Prima lo capiamo tutti, meglio è.




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