I prigionieri della paura





intercettazioni

Se ci si ferma un attimo a riflettere sulla questione delle intercettazioni, ci si ritrova di fronte ad un grosso interrogativo: visto che il terrorismo in realtà non esiste, e che sono gli stessi stati a crearlo, per i vantaggi che ne possono trarre di volta in volta, a che cosa serve sviluppare un sistema di intercettazioni così complesso e sofisticato come quello che è venuto alla luce di recente negli Stati Uniti?

Com’è noto, è dai tempi del dopoguerra che l’FBI, la CIA, la NSA ed altre agenzie meno note controllano e registrano segretamente chi vogliono, fottendosene allegramente della legalità, mentre tengono sotto controllo e ricattano i politici stessi che dovrebbero garantire ai cittadini la protezione della loro privacy.

Se quindi i veri nemici potenziali li tengono già in pugno, che bisogno hanno i “poteri oscuri” di estendere questo meccanismo di sorveglianza a centinaia di milioni di persone che chiaramente non sono coinvolte in nessuna attività antigovernativa? Vista in questa luce, la scelta di mettere in piedi sistemi di sorveglianza così complessi e ridondanti, come Echelon o Prism, sembra assolutamente folle e insensata.

Lo è, in realtà, per la grande maggioranza delle persone normali. Ma coloro che hanno voluto creare a tutti i costi questi mastodontici apparati di controllo non sono affatto persone normali.

Sono persone che hanno paura.

Sembrerà un paradosso, visto che stiamo parlano dei cosiddetti “poteri forti” …

… dei governi ombra che controllano intere nazioni in maniera trasversale, degli intoccabili che possono permettersi tutto quello che vogliono perché si ritengono – e di fatto sono – al di sopra di qualunque legge.

Eppure queste persone si comportano come si comportano proprio perché sono dominate dalla paura.

Uno dei modi più comuni per “dividere in due l’umanità” è quello di coloro che mettono, da una parte, le persone caratterizzate dall’amore, e dall’altra quelle caratterizzate dalla paura.

Dove amore naturalmente non sta per “romanticismo”, ma per senso di generosità e volontà di condividere con gli altri tutti i beni che ci sono a disposizione. Mentre “paura” non sta per “fifa del buio”, ma per senso di egoismo e volontà di appropriarsi del massimo possibile di quei beni disposizione, a dispetto di tutti gli altri.

Chi è generoso per natura, infatti, non desidera nulla per sé, e quindi non ha nessuna paura di perdere niente in ogni caso. Mentre chi è egoista desidera avere, e quindi la sua paura che gli altri gli possano togliere ciò che possiede aumenta esponenzialmente con la quantità di beni di cui è riuscito ad appropriarsi.

Da qui la profonda paranoia, istintiva e ancestrale, verso tutto ciò che è diverso, tutto ciò che possa mettere in discussione la loro posizione nella società, tutto ciò che esca dagli schemi preordinati, tutto ciò che annunci un possibile cambiamento, tutto ciò, appunto, che non si riesca a tenere direttamente “sotto controllo”.

Queste persone non riusciranno mai a dormire un sonno veramente sereno finché non avranno la sensazione di poter controllare tutto, ma assolutamente tutto ciò che accade nel mondo, fin nel minimo particolare. E’ questo che inconsciamente li spinge a sviluppare, fra le altre cose, questi sistemi di sorveglianza sempre più complessi e sofisticati, che appaiono assolutamente inutili a qualunque persona sensata.

Purtroppo per loro, queste persone non raggiungeranno mai la tranquillità che desiderano, ma sono destinate a vivere nella paranoia in eterno. Man mano infatti che aumenta la loro capacità di “ascoltare” tutto e tutti, aumenta anche la capacità degli esseri umani di comunicare e di scambiarsi informazioni fra di loro.

E quindi, in una curiosa forma di “singolarità” morale, nel giorno stesso in cui i “controllori” saranno finalmente riusciti ad ascoltare contemporaneamente tutti i miliardi di persone che vivono sulla terra, capiranno che quei miliardi di persone sono riuscite nel frattempo ad unificare il loro messaggio.

L’ultima parola che questi paranoici del potere ascolteranno, attraverso i loro complicatissimi sistemi di sorveglianza, sarà proprio la parola che segna l’inizio della loro fine.

Massimo Mazzucco




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Io non sono cattivo…

... sono figli e come tali vanno trattati e non guardati come fenomeni da baraccone!

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