Ciao 2013, grazie di tutto.





2014

Ed eccoci di nuovo qui, ad un anno di differenza, diventato ormai un rito, una tradizione, un appuntamento fisso: l’ultimo giorno dell’anno, a tirare le somme di quello che è stato. L’ultimo giorno dell’anno è un momento speciale, magico, una sensazione che non si sa ben descrivere…

Avevo grandissime aspettative per questo 2013, e non posso assolutamente dire che le abbia tradite, ma non pensavo si sarebbe rivelato così entusiasmante, pieno e ricco.

Non posso lamentarmi di questo 2013 che sta per concludersi mi ha portato tante cose, nel bene e nel male, e se mi volto a dare un’occhiata a quel che è stato, mi rendo conto che sto crescendo, che il tempo inesorabilmente passa, che tu non sei più una bambina, ma ormai sei una donna.

Cambiano le prospettive, cambiano gli interessi, le priorità, quello a cui tenevi tantissimo solo un anno fa, oggi non è più così importante, quello che ti feriva, hai imparato a lasciatelo scivolare addosso.

Hai imparato a fregartene di chi non merita attenzioni, a lasciar andare e non farti toccare da quello che non ti porta felicità, hai consolidato la tua propensione a non farti sconfiggere, a lottare sempre, forse mi ha portato un po’ di quel sano egoismo, a mettere ogni tanto me stessa al primo posto.

Oggi cammino a testa alta, fiera ed orgogliosa di chi sono, di come è la mia vita, di come è diventata, soddisfatta di quello che di giorno in giorno costruisco.

Non ho rimpianti per quest’anno ormai passato, non voglio dimenticare niente, non voglio cancellare nessuno, tutte le esperienze, tutta la gente che è passata mi è servita a crescere, a imparare, a migliorare, ad essere quella che sono oggi.

Come si chiama tutto ciò?

Crescere, fa quasi sempre male, ma ogni giorno ti arrampichi sempre più sulla montagna della vita….

– Gennaio, iniziato in maniera “spumeggiante”, con dei festeggiamenti degni di aver questo appellativo.Dopo un sano e meritato divertimento, la serietà dei primi esami universitari, quei bei voti che spiccano sul libretto, le corse a lavoro, i turni, le pause.

– A Febbraio riprende quella vita che mi piace tanto, incasinata, movimentata, frenetica ma di cui non posso fare a meno: le mie giornate universitarie, gli orari assurdi, i conoscenti o quelle amicizie ormai consolidate che fanno parte integrante della tua vita, oltre alle nuove conoscenze di dubbia provenienza …

– A Marzo, decido di riunire i migliori, le persone cardine della mia vita per festeggiare insieme a loro i miei 20 anni, cifra tonda. Pensavo di fare una cosa bella e gradita, ma i pianti di quel giorno, non potrò mai dimenticarli! (Mi ha insegnato qualcosa anche quell’esperienza!).

– Arriva Aprile con il primo sole, l’aria un po’ più calda: quel qualcuno non fa per te, pazienza sì, ma gli indecisi non mi sono ormai piaciuti! Poi ne arriva un altro: due ragazzi, due personalità diverse, opposte, due fuochi ed una scelta, ma il cuore per chi batte?

– Maggio inizia proprio con questa scelta, decido di crederci e me la vivo senza troppe domande.  E’ sempre a Maggio che una forza rinnovatrice scoppia in me, parto da un gesto estremo, sempre desiderato ma che non ho mai avuto il coraggio di portare a termine: un taglio netto ai miei lunghi capelli, un taglio netto anche con il passato? Sono una nuova Federica, quella che oggi non sa più riconoscersi se guarda le vecchie foto. Quell’ansia di rinnovamento che senti in stessa, che ti porta a rivoluzionare anche la tua stanza, si cambia, una ventata di novità ed entusiasmo, quella voglia di fare, di organizzare, di vivere.

– Giugno è stato il mese delle giornate in cui non si faceva altro che studiare, dalla mattina alla sera, ma i sacrifici prima o poi vengono sempre ripagati e 4 bei voti brillano sul libretto allungando la lista della mia carriera universitaria…

– L’estate passa così tra i turni a lavoro con aria condizionata e volante da ustione di 2° grado quando alle 15,30 tornavo a casa per la pausa, gli esami, e quei piccoli lussi fatti di cose semplici che ci concedevamo per festeggiare i risultati ottenuti, come giornate al parco, giornate in terrazzo, qualche andata a mare, le mie amiche che ci sono sempre. Ma sotto sotto qualcosa non va: iniziano i limiti, le gelosie inutili, i paletti, le litigate assurde, i divieti, le promesse non mantenute, le aspettative non rispettate. Io soffoco, non sono libera di fare niente, una prigione. Mi sembra di impazzire, inizio a domandarmi se sia davvero io il problema, più venivo schiacciata e soffocata, più avevo voglia di scappare, correre libera, liberarmi da quelle catene, una relazione tossica grazie alla quale capisci che di più immaturo non ti sarebbe potuto capitare, capisci che ti sta dando tutto ciò che tu non hai mai voluto ed hai sempre detestato.

– A Settembre, tra una festa a sorpresa, silenzi, segreti e regali fatti di nascosto, capisco che non si può più fare questa vita, mi viene imposta la parola “fine” e l’accolgo come una liberazione, inoltre ricomincia l’università, il ritorno all’ordine, ritorno alla vita regolata, la MIA vita.

– Ottobre è il mese caratterizzato dall’indipendenza, dalla libertà e spensieratezza, quella voglia di fare, di correre libera e riprendermi quelle cose semplici ed innocue che mi sono state negate.

– A Novembre, chiamalo destino, chiamala fortuna, chiamalo caso, chiamala un po’ come ti pare, una foto, un pensiero, una confidenza con un’amica, conosci così qualcuno, manco ci credi più di tanto, non gli dai peso, nasce come una cosa così… Ma poi da cosa nasce cosa, via lo scetticismo, un pizzico di confidenza ed un mattoncino alla volta di giorno in giorno, finisce per accompagnarti per tutto

– Dicembre mese alquanto strano, che si conclude in modo davvero inaspettato.

Questa è stata la mia vita per tutto l’arco di quest’anno: gli amici sempre al mio fianco, ogni tanto ci si scazza ma è normale, la gente che si lascia per strada, i voti universitari, i professori che ogni tanto fanno i bastardi, le risate, i colleghi, le delusioni, abituata a quella che è ormai la tua battaglia quotidiana, la vita frenetica con orari assurdi, sempre piena, sempre impegnata, sempre occupata, ma in fondo al cuore c’è quel piccolo spazietto, quella porticina fuori dal mondo, quell’oretta giornaliera che ti fa tornare sempre il sorriso, qualsiasi cosa sia accaduta nella tua giornata.

Quando le cose si mettono male si evade, ci si stacca, hai imparato a trovare un rifugio, un modo per non farti annientare dalla negatività del mondo, che ci tocca tutti.

Si entra allora nel mondo parallelo, quei turni in cui sei così impegnata da non poterti permettere il lusso di pensare anche se lo volessi, per uscire rigenerata, con la mente sgombra, tanto da non saper più immaginare la tua vita diversamente.

Ed anche se la famiglia si sgretola, si sbriciola e volutamente se ne frega, tu non ti senti sola, perchè hai la TUA famiglia, quella che ti sei scelta e costruita: in questi ultimi giorni, pensando un pò a tutto quello che è stato, mi è capitato di fermarmi un attimo.

Li ho visti tutti lì, tutti quelli che contano, tutti accanto a te chi in un modo, chi nell’altro intorno ad un tavolo.

Guardi dall’esterno la tua vita, come se ti distaccassi e vedi quello che fai ogni giorno e per un attimo ti fermi e ti senti soddisfatta, ti senti piena, ti senti FELICE, sì per una volta felice, spensierata, sai che c’è qualcuno li fuori per te, non sei più sola.

Capisci che la felicità è questione di attimi, che devi imparare a vivere, senza pensare troppo se dureranno o meno, e consiste nelle piccole cose, sta nell’abbraccio di una tua amica, in uno sguardo di intesa che scoppia in una risata fragorosa, in una serata semplice con la giusta compagnia ed una pizza, in un film sul divano con la persona che non smetteresti mai di volere accanto con una coperta sulle gambe, è un voto inaspettato, una grassa risata per condividere le richieste impensabili di un cliente, uscire dal lavoro serena sottobraccio al collega.

Consiste nel tenere quella mano che per te vale più di ogni altra cosa, sta negli occhi che brillano di tuo fratello perchè gli hai permesso di fare qualcosa che fino ad ora gli avevi proibito.

La vita è quell’altalena di momenti brutti, momenti belli, un’alternanza di “Bellissimo!” e di un “Forza, prima o poi passerà”. Ho imparato che la gente ti delude ogni giorno e maledette quelle fottute aspettative, quasi sempre tradite ed ho ricevuto schiaffi, sì schiaffi, ti cambiano anche loro!

Ed anche se ho capito che le giornate sono fatte di piccole cose, piccole soddisfazioni ed attenzioni che ti fanno ritornare il sorriso, ho imparato ad accontentarmi a sopravvivere a cavarmela ed ad accettare anche le cose brutte facendo di tutto per trovare comunque un modo alternativo per aggirarle.

Questo pieno 2013 mi ha portato la consapevolezza, la sicurezza, la completezza di quella che può essere la vita di una ventenne.

Ringrazio quel che mi è stato dato e regalato e mi auguro che almeno questa gente, quella gente che conta per me, rimanga per tutto il mio 2014, mi auguro la salute che in quest’anno non è mancata, di avere sempre la forza di combattere ogni giorno, di gioire delle cose belle e di affrontare quelle brutte.

Mi auguro tutti i successi che mi merito, e, non per questo, continuerò sempre a farmi in quattro per ottenerli!

In tutto ciò, c’è ancora un sogno che non si è realizzato, spero che arrivi anche per me, un giorno. Non voglio crearmi aspettative, false speranze o fare promesse, dico solo che ci credo come faccio sempre in tutto, anche in quello che va male.

C’è un dato di fatto: i miei giorni hanno un sapore diverso! Un’ondata di novità e di spontaneità …

Ma tanto non ho fretta, il tempo è una cosa strana: quando vuoi che passi in fretta non arriva mai, quando vuoi che non finisca è già arrivata sera, ed io me la vivo al massimo, ricordando le parole di un grande… “Il meglio deve ancora venire!”

Dicendolo ancora una volta, un brivido lungo la schiena.. Addio 2013, grazie di tutto e Buon 2014 a voi, Buon 2014.. a ME!

Federica Giorgio




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