No all’obbligo per i nidi – Regione Umbria





Siamo cittadini, non siamo medici, per cui scriveremo tutto quello che seguirà attingendo da fonti ufficiali e disponibili a tutti.

Avevamo chiesto più volte, insistentemente, di avere un confronto medico sull’argomento che vedesse esponenti pro e contro obbligo (e NON contro le vaccinazioni, come noi stessi ci siamo più volte dichiarati). Avete rifiutato questo confronto, peraltro configuratosi come assoluta esigenza al termine delle audizioni dello scorso 9 febbraio, in cui furono evidenziati numerosi dubbi di fondo su tale provvedimento, dicendo che volevate medici umbri, salvo poi -come avevamo previsto e manifestato, chiamare la Prof.ssa Esposito, titolare di una cattedra a Perugia solo da pochi mesi e proveniente dalla stessa Università (Milano) di uno dei medici che vi avevamo proposto noi. Ragion Per cui, non ci è per nulla chiara la vostra pretesa di rivolgervi a personalità di carattere regionale.

Insieme a lei avete chiamato altri medici a porte chiuse, per quello che può solo essere definito un raduno privo di reale scambio e confronto. Infine avete reputato di dover portare in votazione in sede di Commissione questa proposta.

A questo punto riteniamo assolutamente doveroso, visti anche gli esigui voti con cui è passata in commissione, che voi tutti, compresi i membri del Consiglio che saranno chiamati a votare, leggiate con molta attenzione questo documento, e che rispondiate come vorrebbe un paese civile alle nostre richieste.

Tra le vostre motivazioni c’è la questione della copertura vaccinale per il mantenimento dell’immunità di gregge, che affermate sia al 95%. Ci siamo allora chiesti cosa sia esattamente questa copertura, come viene calcolata e quali siano i livelli di allarme. Questa semplice riflessione nasce dal fatto che non ci era affatto chiaro come, per malattie così diverse quali tetano, poliomielite, difterite ed epatite B, questo “numero” potesse essere valido per tutte. E crediamo che non sia chiaro nemmeno a voi, altrimenti non avreste usato questo dato a sostegno delle vostre tesi. In effetti abbiamo scoperto cose interessanti, che la scienza afferma chiaramente senza ombra di dubbio.

Sui libri che si usano nei corsi di laurea di Medicina di epidemiologia e malattie infettive la copertura di gregge per una determinata malattia viene calcolata in base al suo tasso di riproduzione, definito con la sigla R0, che è definito come il numero di soggetti che si ammala (casi secondari) dopo il contatto con un caso primario, in parole povere ci dice quanto è contagiosa una malattia, perché NON TUTTE LE MALATTIE SONO UGUALMENTE CONTAGIOSE.

Andando a vedere questo dato per i 4 vaccini obbligatori leggiamo:

  • Poliomielite ha un R0 di 5-7
  • Difterite ha un R0 di 6-7
  • Epatite B ha un R0 di 1,53
  • Tetano non è calcolabile (non è una malattia contagiosa, per cui non ha indice R0)

L’equazione per calcolare l’Immunità di gregge è: 1 − 1/R0. Essendo una semplice equazione matematica, ed essendo noi genitori istruiti, riusciamo ad andare avanti con il ragionamento.

Facciamo il calcolo per l’R0 massimo per poliomielite e difterite che è 7.
Immunità di gregge= 1 – (1/7) = 1 – 0.1428 = 0.8572
che arrotondato per eccesso diventa 0.86, che moltiplicato per 100 al fine di esprimere il valore in % come si è soliti fare per le immunità di gregge diventa 86%.

Quindi la copertura di gregge per scongiurare epidemie, per la poliomielite e la difterite che sono le più contagiose tra le 4 dei vaccini per cui volete obbligare, è dell’86%, ben lontano quindi dal 95%.

L’epatite B avendo una contagiosità quasi nulla è ampiamente coperta, in ogni caso, per completezza, dal calcolo viene fuori un valore del 34%. Peraltro, da sempre, i bambini affetti da epatite B frequentano regolarmente nidi, scuole materne e scuole dell’obbligo in perfetto anonimato, tanto è il rischio di contagio per gli altri compagni di classe.

Il tetano non è una malattia contagiosa, se un individuo è infetto non incide sulla potenzialità di contrarre la malattia per altri individui.

Capirete bene che noi continuiamo a non vedere tutta questa emergenza.

Ma volendo essere ancora più scrupolosi siamo andati a chiedere, sempre alle fonti ufficiali come voi ci raccomandate di fare, le coperture vaccinali delle malattie in questione. Abbiamo quindi chiesto alle ASL umbre i dati per capire in che situazione siamo. La ASL 1 e la ASL 2 che coprono l’intero territorio regionale ci hanno gentilmente risposto inviandoci i dati ufficiali completi del 2016, su cui avete detto vi sareste basati anche voi.

Guardando questi dati di semplice interpretazione abbiamo, per la copertura dell’esavalente, ossia il vaccino che comprende i 4 oggetto dell’obbligo (più due facoltativi ma somministrati con la stessa iniezione perché attualmente esistono sono in questa formulazione).

ASL Umbria 1: 94%, calcolato al termine della 3 dose (ultima)

ASL Umbria 2: 95.2%, calcolato al termine della 3 dose (ultima)

La cui media matematica rappresentativa della regione quindi è pari a 94.6%, valore molto al di sopra della reale copertura richiesta per avere immunità di gregge pari all’86%, sempre secondo quanto la scienza riporta. Inoltre, da aggiungere tutti quei bambini non inseriti in questo conteggio, che hanno effettuato per diversi motivazioni questo vaccino più tardi.

Di nuovo, ancor di più, non capiamo dove sia questa emergenza.
Anche perché abbiamo chiarissimi esempi di regioni (e nazioni) con coperture inferiori a quella umbra in cui non ci sono state epidemie di alcun tipo. Anche qui, siamo stati attenti a cercare dati da fonti ufficiali, quindi riportiamo quanto scritto su Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la Sanità Pubblica a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Tassi di coperture vaccinali, dati di alcune regioni a titolo di esempio.

 
Ricordiamo inoltre che nella maggior parte dei Paesi del continente europeo non vi è più alcun obbligo vaccinale (Spagna, Portogallo, Irlanda, Islanda, Regno Unito, landa, Germania, Austria, Danimarca, Finlandia, Svezia, Estonia, Lituania, Cipro, Lussemburgo) e, anche con coperture vaccinali anche più basse delle nostre non vi sono state epidemie e hanno avuto incidenze di malattie inferiori a Paesi con coperture vaccinali molto più alte. La tendenza Europea è infatti quella di preferire una politica di informazione e non di obbligo, che andrebbero in totale conflitto.

L’altra motivazione di cui spesso parlate riguarda la salvaguardia degli immunodepressi che non possono essere vaccinati. Questi bambini, fortunatamente una strettissima minoranza, dovrebbero, secondo tale politica, venire a contatto solo con persone vaccinate (sperando che siano immunizzate, spiegheremo meglio in seguito questo caso). Quindi ci chiediamo come mai questo obbligo non riguardi anche le maestre, il personale mensa e tutti i soggetti frequentanti la scuola, compresi i genitori stessi.

A dire il vero, se si volesse davvero proteggere questi bimbi secondo questa politica sarebbe necessario verificare tramite analisi degli anticorpi il reale stato di immunizzazione (vale a dire essere certi che il vaccino abbia fatto il suo dovere) di tutte queste persone che vengono a contatto con i bimbi immunodepressi. Ma non solo, questo dovrebbe essere applicato a tutti gli ambiti ricreativi, non solo le scuole, sempre per voler tener fede ad un simile ragionamento. Non ha alcun senso vaccinare solo una piccola comunità di bimbi destinati all’asilo, visto che virus e batteri girano ed albergano ovunque, anche negli adulti appunto.

E anche qui abbiamo delle domande e dei dubbi che meritano di essere chiariti: è più probabile che gli immunodepressi prendano infezione da comuni virus e batteri, che nel loro caso possono sfociare in gravi patologie, o che contraggano la poliomielite ad esempio? Sostenere questa politica delle vaccinazioni può causare una sensazione di falsa sicurezza che potrebbe essere pericolosa per i soggetti immunodepressi stessi. Vi ricordiamo che questi bambini immunodepressi siedono accanto a bambini affetti da Epatite B e HIV, che possono frequentare liberamente gli asili e sono anche protetti da privacy, e voi vi state preoccupando di non farli sedere accanto a bambini sani solo perché non vaccinati?
Piuttosto, avete previsto di tener fuori dall’asilo per un determinato periodo di tempo i bambini appena vaccinati con vaccini a virus vivo attenuato, potenzialmente contagiosi per tutti, compresi bambini immunodepressi?

Poi ci chiediamo anche come possiate voi rappresentanti politici caricarvi di una simile responsabilità a fronte dell’esistenza di una legge dello Stato, la legge 210/92 che prevede l’indennizzo per i danneggiati dai vaccini. Lo stesso Ministro Lorenzin, in una recente intervista, ha riferito dei numeri poco confortanti su questi indennizzi, numeri troppo alti per non essere presi in considerazione al pari delle tanto citate coperture vaccinali.

Se esiste questa legge è perché la scienza medica sa bene che i vaccini possono provocare danni, altrimenti non esisterebbe. Le sentenze che hanno stabilito il nesso di causa-effetto fra danni e vaccinazioni sono frutto di un approfondito esame tra il medico del Giudice, quello del danneggiato e quello del Ministero. Va sottolineato che l’accertamento sanitario di una causa di danno da vaccino è un procedimento altamente qualificato.

Quindi, logica vuole che concordiate con noi circa l’inammissibilità di essere obbligati ad un trattamento di cui è accertata la non totale innocuità. E voi ci state obbligando a rischiare in questa roulette.

Anche questo lo dice lo Stato, fonte autorevole, non siti di bufale in internet.

A questo proposito, sempre seguendo il vostro consiglio di andare a fonti ufficiali, siamo andati a cercare sul sito AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e abbiamo visto che dal 2013 non pubblica più i risultati della farmaco e vaccino vigilanza.

Di nuovo, come potete prendervi tale responsabilità di valutazione SOLO considerando uno dei tanti dati che dovrebbero invece concorrere ad una decisione ponderata vista la delicatezza della tematica? State decidendo di obbligare senza avere sotto mano i dati ufficiali delle segnalazioni, perché l’Ente stesso che li produce non li ha forniti.

Questo obbligo creerebbe una gravissima discriminazione a dei bambini che verrebbero così emarginati in maniera del tutto ingiustificata (non essendovi alcun allarme sanitario né in Umbria né in Italia, né alcuna previsione di questo), essendo loro di fatto negata la possibilità di frequentare il nido. Le scuole dell’infanzia sono un servizio educativo e sociale importantissimo che favorisce l’armonico sviluppo della personalità del bambino, promuovendone l’autonomia e la socializzazione. Da recenti ricerche è stato dimostrato che i bambini che frequentano asili di qualità hanno maggiori possibilità di affermarsi nella vita sia dal punto di vista degli apprendimenti culturali e quindi scolastici, che dal punto di vista della propria realizzazione personale.
Nessun bambino dovrebbe essere privato di questa esperienza didattico-formativa di fondamentale importanza per un corretto sviluppo psico-fisico.

Pertanto, con la presente chiediamo che la proposta di obbligo vaccinale per accesso i nidi venga sottoposta ad ulteriori valutazioni e discussioni, aprendo un vero tavolo di confronto tra medici a favore e contro l’obbligo che possano fornire strumenti decisionali veri per il Consiglio Regionale che sarà chiamato a prendere una decisione con importantissime ripercussioni sulla salute dei bambini.

 

Fonti

    • Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). www.epicentro.it
    • Herd Immunity: History, Theory, Practice Epidemiologic Reviews. Paul E. M. Fine – Vol. 15, No. 2
    • Directly transmitted infectious diseases; control by vaccination. Anderson RM, May RM. Science 1982;215:1053-60.
    • Control of communicable diseases of man, Benenson AS,15th ed. Washington, DC: American Public Health Association ed. 1990.
    • Elementi di infettivologia pediatrica, Vania Giacomet, Gian Vincenzo Zuccotti Società Editrice Esculapio, 01 ago 2014 – 324 pagine.
    • http://www.regione.umbria.it/salute/vaccinazioni-e-malattie-infettive#Vaccinazioni
    • Rapporto sulla sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia Anno 2013. AIFA
    • www.agenziafarmaco.gov.it
    • http://www.ganfyd.org/index.php?title=Reproduction_number

Comitato per la libertà di scelta Umbro

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