Che cos’è una vaccinazione?





E’ necessaria una premessa: L’autore del testo che segue vuole rimanere anonimo… il solo aver espresso dubbi lo ha reso vittima di attacchi personali, ma ci tiene a sottolineare che nessuno è entrato nel merito tecnico.
Una sua frase che mi pregio di aver registrato dopo un breve scambio di bit recita: “…sarei felice di sbagliarmi rispetto a ciò che dico, ma non per me, ma per quei 800.000 bimbi”, riferendosi ovviamente ai numeri dei casi di non vaccinati o parzialmente vaccianti.

Che cos’è una vaccinazione?

Una stimolazione ripetuta ed intensa degli organi linfoidi.

Cosa accade?

Si introduce un antigene (proteina virale purificata), che provoca l’attivazione del sistema complementare. Sono una ventina di proteine circolanti e di membrane, essenziali nel meccanismo di difesa tumorale contro gli agenti infettivi. Questo comporta il reclutamento di varie cellule immunocompetenti, monociti, macrofagi, polinucleati, linfociti B e T. In seguito alla risposta immunitaria si formano anticorpi che si legano all’antigene relativo con formazione di immunocomplessi circolanti.

Nasce già la prima domanda: Dove vanno?

Seconda domanda: Conosco la codificazione genetica del sistema del complemento di quel bimbo?

Tutti dovrebbero sapere che le proteine del complemento C2 e C4 hanno a che fare con il Lupus, la C3 con infezioni fatali, la C5 e C6 con la meningite, la C1 con l’edema angioneurotico. Ovviamente non esiste nessun screening di cautela.
Secondo aspetto, queste proteine purificate da sole sono scarsamente immunogeniche, vuol dire che da sole non bastano ad indurre una risposta immunitaria.

Allora che si fa?

Si sporca il vaccino. Quasi nessuno sa che al fine di avere una risposta immune è necessario un espediente che si chiama Adiuvante di Freund. Si mescola la proteina purificata con una emulsione di olio minerale e batteri della tubercolosi uccisi al calore, emulsionati con lanolina e formaldeide.

Perché questo è importante?

Perché un aggregato con tubercolina passa nel nucleo cellulare. È questo che induce reazione antigene anticorpo e che produce Alfa e Gamma globuline del siero. Si induce una enorme ossidazione dell’intero sistema che è la coordinata principale del terreno canceroso e leucemico.

Dieci giorni dopo l’inoculazione del vaccino (trivalente, esavalente) abbiamo una caduta della conta linfocitaria in tutti i bambini, una riduzione della capacità fagocitante dei neutrofili e iperproduzione di IgE. Si forma nel sangue un aggregato di antigeni e proteine del complemento circolanti per tutta la vita.
È interessante notare dal piano vaccinale che nei primi mesi vengono somministrati solamente vaccini inattivi, per il fatto che il livello di anticorpi naturali è ancora molto basso, il massimo viene raggiunto a 14 anni. Durante la gravidanza, nella placenta è presente una condizione immunitaria di tipo 2 (il monossido di azoto non viene prodotto), vale a dire che le cellule T nella placenta producono in grande parte citochine del tipo 2.

Perché?

Perché se in gravidanza si producessero prevalentemente citochine del tipo 1, avremmo la morte precoce del feto (rigetto). I vaccini vivi, come MPR generano reazioni acute del tipo 1, vengono catturati dalle cellule dendritiche, ma essendo il sistema tarato sul tipo 2 non è in grado di reagire e i virus insediati all’interno delle cellule vengono congelati, soppressi temporaneamente. Ricordo che il tipo 1 ci difende dai tumori, oltre che dai virus. Questo è l’inizio del percorso verso la predisposizione alle malattie autoimmuni e al cancro.

La vaccinazione di massa parte dal presupposto che la reazione di ogni bambino, alla somministrazione del vaccino sia uguale per tutti perché nel periodo neonatale l’organismo è tollerante verso gli antigeni con i quali viene in contatto. Peter Medewar, inglese ebbe il premio Nobel negli anni 40 per l’esperimento, da cui il dogma, per cui se al neonato vengono inoculate delle cellule infettive di una qualche malattia il sistema dovrebbe reagire con un rafforzamento del sistema immunitario, imparare cioè a riconoscere l’antigene o l’agente patogeno come conseguenza della vaccinazione.
Come l’organismo, di fronte a 55.000 proteine diverse riesca a fare questa distinzione è considerato un mistero.

Dal 1994 questo dogma è caduto.

Con una vaccinazione, si ha una iperstimolazione delle cellule dendritiche e delle cellule T citotossiche causando notevoli danni all’organismo. In particolare i vaccini vivi attenuati, hanno la capacità di penetrare le cellule dendritiche e quindi stimolare le cellule T con eccessiva produzione del gas Monossido di Azoto che darà origine a fenomeni infiammatori, come per esempio la Meningite asettica. Inoltre a causa della memoria immunitaria il sistema, nel corso della vita di fronte a qualsiasi virus risponderà con una iperstimolazione delle cellule T e diventerà perciò la causa diretta di Malattie Autoimmunitarie.
Le cellule dendritiche sono geneticamente espresse e sono decisive nel caso dei trapianti.
Questo che si chiama MHC (Maggior Complesso di Istocompatibilità), è diverso da persona a persona (tranne che nei gemelli identici). La reazione agli agenti esterni, siano esse tossine, organi trapiantati, vaccinazioni, sono quindi individuali: nessuno avrà la stessa reazione a delle sostanze estranee.

Cento anni fa solo il 10% della popolazione era affetta da tumori, oggi siamo al 35% ed entro il 2030 saremo al 50%.

Stiamo violentando continuamente il nostro sistema immunitario.

Non ci siamo accorti, ma oggi lo sappiamo che con le vaccinazioni e gli antibiotici, abbiamo alterato la catena di respirazione mitocondriale, la sede della produzione dell’energia con una commutazione permanente verso la forma di produzione fermentativa, senza cioè l’utilizzo di ossigeno.
Questo non significa altro che una cellula tumorale diventa un parassita cellulare, perché ha bisogno di quantità enormi di glucosio.
I geni dei mitocondri non possiedono meccanismi di riparazione, rispetto ai geni protetti all’interno del nucleo della cellula.

Questi geni mitocondriali danneggiati oppure mutati, sono trasmessi solo per via materna alle generazioni successive. Fra tre generazioni il numero dei geni danneggiati sarà superiore ai geni intatti.

La mia risposta è una sola, o cambiamo… o moriamo”.




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2 commenti

  1. Andrea Spagnoli Rosenthal

    È una delle cose più interessanti lette in questi mesi di isteria anti- e pro-vaccinale. Certo, da addetto ai lavori ho accesso a tutte le fonti di letteratura, però è chiaro che l’autore ha già fatto un gran lavoro di revisione, che sarebbe utile poter condividere. Se fosse possibile fargli avere il mio indirizzo per un contatto in privato, ve ne sarei molto grato. Buon lavoro.

    • Luigi Quintavalle

      Egr. dott., come nella premessa, l’autore vuole mantenere l’anonimato. Mi premuro comunque di mandare il suo indirizzo all’autore, non garantendo il futuro comunicativo.
      Saluti

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