La tariffa bioraria dal 1° Luglio 2010





Da un po’ qui non si parla di energia. Però l’occasione c’è: ed è il passaggio alla tariffa bioraria per tutte le utenze domestiche dal 1° Luglio, ovvero tra appena tre giorni. Il passaggio sarà graduale nel corso del 2010, per arrivare completamente a regime il prossimo anno.

Trovate tutte le info qui, nel comunicato dell’Autorità per l’Energia.

Se invece cercate le tariffe… beh, buona fortuna. Io ho fornitore l’ACEA, e sulla sua home page la bioraria neppure si menziona. Stessa cosa per l’ENEL. Le aziende fornitrici non si sognano di segnalare lo storico passaggio, e io che immaginavo campagne pubblicitarie e spot televisivi ho dovuto ammettere la mia ingenuità.

La verità è che una gran parte dei cittadini non ha alcuna idea della novità in arrivo.

Le poche testate che hanno riportato quasi pari pari il comunicato si sono affannate a parlare di “risparmio” e “ambiente”, senza degnarsi di approfondire e rivelare in tutta la sua magnificenza quella che si prospetta come una bella sòla per i consumatori.

Anzitutto perché il risparmio è una vera utopia: le tariffe ENEL, ad esempio, prevedono un costo di 0,140763 euro in fascia diurna, e di 0,132113 euro in fascia serale e festiva. Se consideriamo che l’attuale tariffa monoraria è di 0,135033 euro, scopriamo che lo strombazzato risparmio è di appena 3 millesimi di euro, a fronte di un aggravio di quasi 1 centesimo di euro nella fascia più costosa.

Sommiamo questi sconfortanti dati con l’ignoranza in cui sono accuratamente tenuti i cittadini, e il risultato è chiaro: tutti continueranno ad usare l’energia come prima, spenderanno molto di più, e le compagnie ingrasseranno.

Si è persa un’altra occasione per comportarsi in modo responsabile e responsabilizzare i cittadini.

Uno Stato serio avrebbe ampiamente pubblicizzato la cosa, facendo ben capire come occorra imparare ad risparmiare energia e come tutti siamo chiamati all’alto compito.

E invece di parlare tanto di “risparmio”, cosa che non a tutti interessa (risparmiare 15 euro l’anno impazzendo a stendere panni di notte non è esattamente una forte motivazione), si sarebbe dovuto insistere sull’aggravio economico. “Se usi l’energia diurna, quella più costosa per tutta la collettività, dovrai pagarla. Attenzione!”.

Ma no, questo non si può dire, perché poi i consumatori protestano e tolgono voti, e perché le aziende energetiche non potranno guadagnare sulla sbadatezza degli ignoranti.

La solita soluzione all’italiana, insomma, che non insegna niente e spilla quattrini ai fessi.

 

 




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